molto tecnici e professionali


Un tipo come G.

Il mio studente G., classe prima, i primi mesi dell’anno portava con ammirevole ostinazione i libri sbagliati e i compiti fatti, certo, ma della materia del giorno dopo. Poi era tutto incredulità, desolazione, mal di pancia.

Un giorno, per via del solito mal di pancia, l’ho convinto, non senza difficoltà, a farsi offrire un tè caldo (“No, no, non l’ho mai assaggiato!”) e alla fine è tornato in aula soddisfatto, in mano una bevanda al gusto di limone delle macchinette che pareva una delizia. (altro…)


Quello, quella, quelli 2

Oggi, Primo maggio, mi è venuta voglia di raccontarvi del mio lavoro così cambiato negli ultimi due mesi. Per farlo, vorrei presentarvi i miei studenti durante le video lezioni. Studenti che compiono gli anni chiusi nelle loro case, che vorrebbero abbracciare gli amici e baciare le ragazze, giocare a calcio o a basket, andare in bici o in moto… Ma non possono. Possono (potrebbero?), però, continuare a studiare. Certo, la campanella non suona più, ma loro, tutte le mattine e molti pomeriggi, dal lunedì al sabato, si siedono di fronte a uno schermo per un’altra giornata di scuola.

Intanto fuori è primavera!

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La montagna, gli stormi e un’ape che muore 2

Oltre ad essere raggiungibile in bici, la grande scuola dove insegno quest’anno ha ampie finestre che si affacciano su luoghi a me familiari.

Due delle mie tre classi si trovano al piano rialzato, corridoio est, davanti all’indimenticato istituto dove tutto ebbe inizio, molti anni or sono… Ma sì, proprio quello che mi permise di conoscere il favoloso mondo della formazione professionale, indirizzo di meccanica. Questa posizione si fa strategica nelle mattine con qualche stortura, quando mi basta dare un’occhiata fuori e afferrare al volo casso i primi due ricordi figa sugli h’ass mekk inchilà per prendere atto di quale diritta via sia oggi la mia.

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