scuola


Chicca #49

Classe dei perennemente sospesi. Siamo intenti a leggere/ascoltare un libro/audiolibro che racconta del lungo e travagliato viaggio di un ragazzino dall’Afghanistan all’Italia. Interrompo la descrizione del tratto Iran-Turchia per chiedere:

– Allora ragazzi, secondo voi che cosa succederà ora ad Enaiat?

– Che verrà sospeso – sospira uno studente da poco riammesso a scuola.


Chicca #48

Tre ragazzi, di cui due miei studenti, sono seduti in adorazione di fronte alle macchinette, a cui lanciano sguardi mesti. Quando mi vedono passare con il caffè in mano, uno di loro si butta:

– Profe, ma lei non ha mica la… la… –  e fa un gesto stanco con il braccio.

– La chiavetta?

– Sì, ecco.

– No.

– Non è vero! –  interviene l’altro.

– Certo che è vero.

– E ha da cambiarmi dieci euro?

– No, ma ho delle monete. Vuoi che ti faccia un prestito?

– No, a me i prestiti non piacciono. Può offrire, però. Se vuole. Decida lei…

– Ah! E che cosa vorresti?

– Tasto 40, sono sessanta centesimi.

– Tieni.

– Grazie profe! Ma siete bravi alla fine voi insegnanti, siamo noi studenti ad essere coglioni!

 

 


Una mattina di aprile

Mi sveglio presto presto causa temi da correggere e decido di rinunciare alla colazione per solidarietà con il mio cane. Dopo soli due temi, però, non resisto e, in piedi, ingollo un pezzo di torta con un po’ di caffè riscaldato. Un supplizio: non lo vedo, ma lo sento sulla schiena il suo sguardo di animale costretto al digiuno, affamato e afflitto. Proprio una brutta colazione. Proprio un’umana incapace di gestire con distacco le cose canine. Di nuovo, non resisto: mi volto e gli regalo un mucchietto di briciole. Lui giura di non dirlo alla veterinaria.

Poi un bacio a Gianpazienza, Spotify in auto e i papaveri lungo la ferrovia. A scuola, un caffè alle macchinette, qualche veloce chiacchiera su documenti e scadenze e la campanella che suona mentre sto facendo la pipì. (altro…)