Sottili spicchi di supplenze 4


Il sottile spicchio di destino che mi era toccato sembrava ampliarsi, sospira Jane Eyre quando, nel grande edificio grigio e merlato di Thornfield, un luogo tutto campi e spine e placide colline, prende coscienza del suo amore per il burbero signor Rochester. Anch’io, che abito in una piccola mansarda di una decisamente meno romantica Pianura Padana e sono cosciente del mio amore per Gianpazienza da ormai un’eternità, vorrei dirvi qualcosa in stile Brontë: quest’anno ho tre sottili spicchi di insegnamento ad ampliare il mio destino di supplente.

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Sono spicchi strani e vari e, almeno in parte, inediti. Sono spicchi che, nati tra settembre e ottobre, dureranno fino a giugno, sono regolarmente retribuiti e davvero interessanti. Questi i lati positivi. Quello più faticoso riguarda la croce e delizia dell’inedito, del todo che cambia preciso precisissimo ogni autunno, del dover ripartire da zero. Sempre. Riguarda il disordine mentale che mi abita, poiché costretta quasi ogni giorno a cambiare orario, sede, utenza. Talvolta imbocco una stretta valle di traffico e fabbriche proprio all’ora di punta, talvolta rientro alla sera dopo le 21, quando le strade sono libere e i parcheggi vicino a casa tutti pieni. Due mattine alla settimana devo superare vari controlli e farmi aprire molte porte per raggiungere le mie classi, mentre un giorno mi tuffo nel mare mosso e gioioso dell’intercultura, nello stesso istituto dell’anno scorso.

Todo cambia, si diceva. Nessuno studente, in effetti, ha urlato in questi mesi sbaioccati! o che smarciona! perché tali raffinatezze linguistiche non appartengono né a chi frequenta il percorso di Istruzione Adulti né ai giovani stranieri della classe d’accoglienza delle superiori.

Illustrazione di Jon Klassen

Nessuna fanciulla, in classe, ha sfoderato la piastra per capelli o ha abusato di mascara perché le signore con cui ho a che fare non sentono l’urgenza di farsi belle per affrontare la ricreazione. Nessuno ha gridato buuuna! a Paola Cortellesi mentre recitava il suo monologo contro il bullismo né ha osservato, subito dopo, cantare Mengoni urlandogli frocio! Ti scopi Tiziano Ferro! e non perché i detenuti si esprimano sempre in modo distinto o siano meno omofobi di un adolescente qualunque, ma perché è impossibile, in una lezione in carcere, vedere video su internet. Lì non esistono proiettori, lavagne interattive multimediali, registro elettronico. Piuttosto libri datati e agenti annoiati.  

Insomma. Quest’anno ho tre incarichi, quattro scuole, un grande disordine mentale e molti stimoli. Bisognerà proprio che ve li racconti… In nome di tutti gli elfi del mondo!, aggiungerebbe Rochester.

P.S. Sì sì, ho riletto Jane Eyre in una nuova traduzione, incoraggiata dalle esaltanti letture di Ad alta voce. Dai, ascoltatele ed esaltatevi insieme a me!   


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4 commenti su “Sottili spicchi di supplenze

  • diarista

    Certo che hai accesso a un campionario di varia umanità!
    Io adoro “ad alta voce”. Al momento mi sto audiolibrando un succosissimo Dickens. Delizioso.

    • dicebeatrice L'autore dell'articolo

      Tremendamente varia!:-)
      Io ora sto ascoltando con interesse i racconti di Rymond Carver. E credo ufficialmente di avere una nuova dipendenza!

      Un bacio.

  • Betty

    Ciao,mi chiamo Betty e sono mamma di tre ragazzi di 19 (perito meccanico – maschio), 17 (liceo scentifico-maschio) e 13 (terza media-femmina) anni
    Essendo noi della provincia di Bergamo quando ho scoperto il tuo blog (ti do del tu o del lei, scusi profe…) ho cominciato a leggere delle avventure degli hassmec bresciani sbellicandomi dalle risate ( vi riconoscevo molto dei miei figli e dei loro amici)
    Ho anche letto i pezzi più esilaranti (tutti quindi) ai miei figli, che ridevano stupefatti di vedersi ritratti su una pagina scritta e visti da fuori…Mi dicevano “Si, sì, abbiamo fatto proprio così in classe, succedono queste cose, diciamo proprio così, pota f…a profe, non è colpa mia…)
    Ho scoperto con stupore cosa probabilmente fanno in classe i miei figli (sono un genitore, non so niente…), un misto fra quegli sciamannati degli hassmec e la noia piatta dei ragionieri e sono rimasta sconvolta nel sapere che qualche ragazzino va a scuola a pancia vuota…magari sono proprio compagni dei miei figli…
    Tutto questo per dire che appena ho visto il suo nuovo libro l’ho acquistato subito e che sono ansiosa di sapere come sono queste nuove tipologie di studenti di cui si occupa ora, sono curiosa di sentire il punto di vista di una che si occupa di esseri umani e della loro educazione e delle differenze che trova nell’educare adolescenti con gli ormoni a palla e adulti più seri e meno spensierati
    Grazie per la finestra che ci apre sul mondo della scuola, aspetto con ansia news!!

    Betty

    • dicebeatrice L'autore dell'articolo

      Ciao Betty,
      ti ringrazio moltissimo, mi fa davvero piacere sapere che mi hai seguita (diamoci del tu, sì!) in questi anni e sono felice di scoprire che quello che scrivo è preso nel modo giusto: proprio come una piccola finestra sul mondo della scuola… Che è complessa e faticosa ma terribilmente interessante! 🙂

      Grazie, allora, e un abbraccio.