scuola


Je suis Charlie 1

Stamattina, a scuola, un collega mi ha detto che quando gli capita di vedere, nelle strade della nostra multietnica città, un uomo musulmano con la barba lunga, lui un po’ di paura ce l’ha. Mi ha detto anche che la sua amica americana giura che nel suo Paese non sarebbe possibile bloccare una via intera per chiedere la costruzione di una moschea, come ha fatto la comunità islamica a Milano, ché nel suo Paese la gente scende per strada e spara a chi protesta bloccando una via. E me l’ha detto come se fosse una buona notizia. (altro…)


La quaglia e i gnari (che volevano fare la rivoluzione)

È durata un mese, la mia supplenza fino ad avente diritto. Nata singola nell’istituto tecnico di media valle lombarda, è diventata doppia, accogliendo altre ore al professionale, per poi spegnersi di colpo, con un sospiro di dispiacere e di sollievo insieme.

Le cose sono andate così.

Passata la prima settimana di entusiasmo dove tutto mi sembrava bello, la sveglia alle sei e venti per evitare il traffico, il monte che salutavo dopo le molte fabbriche, 45 centesimi di vago gusto al caffè della macchinetta e poi i colleghi gli studenti i bidelli l’australopiteco la carta geografica la paratassi le sequenze narrative, ecco che piano piano mi sveglio.

In effetti, F. di seconda non vuole abbassare il cappuccio della felpa (E allora Singh con la sua cipolla? Perché lui no? Se quello di Singh non è un cappello, allora D’Annunzio è frocio!) e quando dico che è tempo di studiare un po’ di poesia, F. e il suo cappuccio scoppiano in una risata grassa grassa, lunga lunga, una di quelle risate contagiose, e allora la classe è tutta uno sganasciarsi, finché F. paonazzo, tra un singulto e l’altro, riuscirà a spiegarmi: Profe, era dalla seconda elementare che qualcuno non ci parlava di poesia! e giù a ridere a più non posso.

In prima, invece, leggo guizzante d’emozione il mito di Apollo e Dafne, che, naturalmente, sarà un vero successo.

Meteo: lunedì gelo polare e freddo artico. È arrivato Ovidio.
Meteo: lunedì gelo polare e freddo artico. È arrivato Ovidio

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Tra i devoti dell’ostrica. Un salto e torno. 2

Illustrazione di Marisa Ventura

Illustrazione di Marisa Ventura

Un’ostrica si ritrovò, insieme a tanti altri pesci, dentro la casa di un pescatore, poco distante dal mare. “Qui si muore tutti”, pensò l’ostrica guardando i suoi compagni che boccheggiavano sparpagliati per terra.

Scorre silenziosa, la situazione iniziale della favola di Leonardo.

Passò un topo.

Anche l’esordio. Molto bene.

– Topo ascolta! – disse l’ostrica. – Mi porteresti, per favore, fino al mare? Il topo la guardò: era un’ostrica bella e grande, e doveva avere una polpa sostanziosa.

Qui il lettore incespica e la sua voce si trasforma in riso, mentre il volto vira bruscamente al porporino. Non riesce a proseguire. Io lo guardo interrogativa: che gli prende? Intorno a noi, si alza qualche rumoreggiamento. Continua un altro. (altro…)


Un frate di tre cotte (5)

Tu hai messo fiore in regalo? – mi ha chiesto l’altro giorno Fra Mandorla, con un sorriso grande. – Ma sì! Oggi è festa molto importante! Non parlo per me, io consacrato, ma fuori molto importante! Tutti vanno giardino pubblico o cinema o…

Non ci posso credere. Non mi sono ancora seduta e sono già pronta a dargli l’ennesima delusione… Dopo il problema fede, dopo l’infinita grana della convivenza senza matrimonio, ci mancava San Valentino…

Come tu non festeggia sempre? Quando tu ultima volta che hai messo fiore in regalo? – Fra Mandorla ha l’aria stravolta, ora.

Non ci posso credere! Mi sono appena seduta e sono già profondamente complessata. Quand’è stata l’ultima volta che Gianpazienza mi ha regalato dei fiori? Oh cielo, cielo, quando?! Un bocciolo d’amore, teneri languidi odorosi petali…

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Illustrazione di Beatrice Alemagna

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Un frate di tre cotte (4)

Olandesi hanno la pelle aranciata e i capelli bianchi come nuvola in cielo, vero? Tu sai una vita da bufalo? Sì sì, io capisco la parola “avvoltoio”… Tu hai visto bambino di Africa morto vicino avvoltoio? Tu hai visto tribù di Cina che ha lasciato genitori morti in campo per avvoltoi?
Ebbene sì, ho ricominciato le lezioni con Fra Mandorla. Tempo fa mi aveva telefonato per chiedermi: Tu libera? Tu libera per italiano? Allora ciao, ci vediamo un giorno. E un giorno, infatti, il corso è ripartito.

Illustrazione di lilismithwick

Illustrazione di lilismithwick

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