Archivi annuali: 2014


La quaglia e i gnari (che volevano fare la rivoluzione)

È durata un mese, la mia supplenza fino ad avente diritto. Nata singola nell’istituto tecnico di media valle lombarda, è diventata doppia, accogliendo altre ore al professionale, per poi spegnersi di colpo, con un sospiro di dispiacere e di sollievo insieme.

Le cose sono andate così.

Passata la prima settimana di entusiasmo dove tutto mi sembrava bello, la sveglia alle sei e venti per evitare il traffico, il monte che salutavo dopo le molte fabbriche, 45 centesimi di vago gusto al caffè della macchinetta e poi i colleghi gli studenti i bidelli l’australopiteco la carta geografica la paratassi le sequenze narrative, ecco che piano piano mi sveglio.

In effetti, F. di seconda non vuole abbassare il cappuccio della felpa (E allora Singh con la sua cipolla? Perché lui no? Se quello di Singh non è un cappello, allora D’Annunzio è frocio!) e quando dico che è tempo di studiare un po’ di poesia, F. e il suo cappuccio scoppiano in una risata grassa grassa, lunga lunga, una di quelle risate contagiose, e allora la classe è tutta uno sganasciarsi, finché F. paonazzo, tra un singulto e l’altro, riuscirà a spiegarmi: Profe, era dalla seconda elementare che qualcuno non ci parlava di poesia! e giù a ridere a più non posso.

In prima, invece, leggo guizzante d’emozione il mito di Apollo e Dafne, che, naturalmente, sarà un vero successo.

Meteo: lunedì gelo polare e freddo artico. È arrivato Ovidio.
Meteo: lunedì gelo polare e freddo artico. È arrivato Ovidio

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Tra i devoti dell’ostrica. Un salto e torno. 2

Illustrazione di Marisa Ventura

Illustrazione di Marisa Ventura

Un’ostrica si ritrovò, insieme a tanti altri pesci, dentro la casa di un pescatore, poco distante dal mare. “Qui si muore tutti”, pensò l’ostrica guardando i suoi compagni che boccheggiavano sparpagliati per terra.

Scorre silenziosa, la situazione iniziale della favola di Leonardo.

Passò un topo.

Anche l’esordio. Molto bene.

– Topo ascolta! – disse l’ostrica. – Mi porteresti, per favore, fino al mare? Il topo la guardò: era un’ostrica bella e grande, e doveva avere una polpa sostanziosa.

Qui il lettore incespica e la sua voce si trasforma in riso, mentre il volto vira bruscamente al porporino. Non riesce a proseguire. Io lo guardo interrogativa: che gli prende? Intorno a noi, si alza qualche rumoreggiamento. Continua un altro. (altro…)


Il corteggiamento delle rane coqui

Ero sulla terrazza del bar Picchio.

Nonostante il tempo incerto, respiravo una bell’aria marina e in bocca avevo ancora un gusto decisamente Illy. Di fronte a me, una distesa di sabbia chiara ombrelloni bicolori e in fondo una striscia di mare azzurro.

distesa di...Avrei voluto chiamare Gianpazienza per condividere tanta bellezza, ma non potevo: Dante del bagno numero 32 oggi compiva gli anni, tuonava alle mie spalle il megafono di Publiphono. Impossibile pensare di telefonare. Va be’, tanto io ora ho da fare con Guy Delisle. (altro…)


Io, lui e la bionda

– Tu sei pazza! – ha esclamato mia mamma, sconcertata, quando le ho chiesto se lei e mio papà ci avrebbero tenuto il cane per una settimana.

cagnolotta

– Io te lo terrei anche – ha sospirato, più tardi, mio papà – è che in ambulatorio proprio non la fanno entrare

– Magari la prossima volta – ha dichiarato con garbo la mamma di Gianpazienza.

– Fosse stato solo per tre giorni! – ha affermato, partecipe, mia zia.

Niente da fare. La famiglia non ci stava. Al nostro amico dog friendly non abbiamo osato chiedere: aveva già dato un mese e mezzo prima e mica si può abusare.

Eppure ci era sembrata un’ottima idea accogliere l’invito della cugina di Gianpazienza a raggiungerla a Creta agli albori dell’estate, quando il Mediterraneo ancora non è ressa e caldo feroce, e non ci era parso uno scoglio così alto, in quel felice quadretto marittimo, piazzare il cane ai nostri cari… E invece. (altro…)


Quando guido con Gianpazienza a fianco 4

Quando guido con Gianpazienza a fianco, di solito io parlo e lui tace. Tace con quell’aria vagamente imbarazzata, gli occhi fissi sulla strada. Io parlo e lui non ascolta, poi, d’un tratto, rompe il silenzio:

– La tua auto è sempre in riserva, davvero eh, non l’ho mai vista senza la spia accesa…

Io guido e lui di nuovo tace, poi di colpo urla:

– Frenaaaaa!!! – e non che io avessi intenzione di non farlo.

Illustrazione di Erik Kriek

Illustrazione di Erik Kriek

Quando guido con Gianpazienza a fianco, io parlo e lui non ascolta, sta pensando ad altro, tipo che mi sono fermata troppo vicino alla macchina davanti e siamo in salita e se quella nel ripartire va un po’ indietro mi verrà contro e sarà colpa mia. Io allora a quel semaforo mi taccio, in modo che lui possa dirmi:

– Ah ma vedo che sei ottimista, eh già, ma lo sai che se quello davanti nel ripartire… (altro…)