Archivi annuali: 2013


Tra insonnia e grande sonno

Non è stata facile, la notte prima del debutto tra gli aspiranti ragionieri.
Mi hanno svegliata urgentissimi quesiti, nel cuore della notte. Quesiti tipo. Perché faccio la girandola, invece di lavorare? Perché le medie, la formazione professionale, ancora le medie, adesso gli istituti tecnici? Perché eternamente debuttante, eternamente interrotta? Perché ho accettato? Perché non accettare, se con l’italiano L2 e altre cose luccicose non riesco a sopravvivere? Ma perché ho accettato, se tanto nella scuola potrò solo continuare a tappare buchi? Saprò usare il registro elettronico? Saprò preparami abbastanza per fare lezioni sensate? Perché questo raffreddore, perché in infinito ostaggio del muco? Perché il mondo va così? Perché viviamo nel peggiore dei mondi possibili?
E soprattutto. Se viviamo nel peggiore dei mondi possibili, come può Gianpazienza dormire beato?! No, non l’ho svegliato per chiederglielo. D’altronde, nella nostra vita insieme, la terra dei sogni è l’unico posto in cui si rilassa.

Nella terra dei sognidi Simona Mulazzani

Nella terra dei sogni
di Simona Mulazzani

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Baobea e l’Istituto Nazionale Paghiamo Sempre, ultimo atto

Baobea, dopo la parentesi perugina, tornò all’Istituto Nazionale Plop Scrasch, munita di nuovi documenti ARSS (Anti Reiezione Sfortunato Sussidio). Prima, però, fece tappa alla copisteria sotto casa, quella gestita da due tali che di nome fanno gli Sballati. Quando gli Sballati incontrano la Stordita è un bel guaio, si rischia di uscire con molte fotocopie ma non con quella più importante. Quella che di sicuro vorranno all’Istituto Nazionale Plinplong Sigh, quella che alla fine gli darai l’originale. Comunque.
Entrata, come di consueto, dalla porta laterale della caverna del tesoro, Baobea capitò subito su una faccia familiare… Ma certo! Riecco Spiazza l’Impiegata!
– Dica, signora.
– Buongiorno, vorrei consegnare i documenti per il riesame della mia domanda di disoccupazione…

(Spiazza si fa subito battagliera e sibila) Ma chi gliel’ha chiesto, scusi?!
– Ehm… (Baobea è spiazzata) Lei?
– Ah! Ecco! Mi sembrava di averla già vista! Bene bene… Sì, lasci pure a me. Vediamo… Ma qui manca un documento!
(parentesi Copistai Sballati)
– Bene, abbiamo finito… Questo è il protocollo del riesame. Stia tranquilla, signora, se lei ha diritto al sussidio, lo avrà. L’INPS è qui per pagare, non viceversa!
Simpatica, alla fine, la Spiazza, pensò Baobea uscendo dall’Istituto Nazionale Paghiamo Sempre. Poi salì sulla sua scaletta, verso le nuvole e il baobab.

Tra le nuvole di André Neves

Tra le nuvole
di André Neves

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Baobaci perugini

Quando Baobea non si raccapezza e perfino dall’alto del suo baobab il mondo le appare nebuloso, è il momento. Il momento di aprire il suo Zaino Formazione e infilarci dentro un altro corso, qualcosa di estremamente interessante e rigorosamente non spendibile sul mercato del lavoro. C’è chi colleziona francobolli e chi titoli inutili, ebbene sì! Baobea, insomma, non ha resistito alla tentazione ed è partita. Destinazione: Università per Stranieri di Perugia, per una settimana di corso di aggiornamento glottodidattico per insegnanti di italiano a stranieri.

Queste le dieci notizie più rilevanti, in ordine di importanza.
1. A Perugia c’è il distributore… di baci perugina!!!

distributore (finto) perugina

distributore (finto) perugina

2. Le brioches sono così traboccanti di marmellata che mangiarle è una vera impresa, oltre che una delizia. Se si è abituati allo sputino lombardo, il rischio è di restare sconvolti tutta la giornata.
3. A Perugia ci si sposta in ascensore! (altro…)


Baobea e l’Istituto Nazionale Poco Seri, atto II

Baobea non poteva immaginare che sarebbe stata lei a rinunciare al sussidio, subito dopo averlo conquistato. Eppure andò proprio così. Ci mise due mesi e moltissime pene per ottenerlo. Ma quando lo ebbe, a settembre inoltrato, ecco che arrivò un piccione viaggiatore, nel becco una proposta di lavoro. E che lavoro! Mezza cattedra alle medie fino ad avente diritto, là sui monti con Annette. Baobea non ci pensò troppo (sarebbe stato un vero azzardo, con tutti quei contro…) e scrisse a Scorbuta l’Impiegata Senza Cervello che poteva anche tenerselo, il maledetto sussidio.

l'odiosa regina

L’odiosa regina
(parente di Scorbuta)
di Benjamin Lacombe

Fece fagotto, salutò Gianpazienza, montò sulla sua vettura e via. Seconda mucca a destra, questo è il cammino che fece. Lassù, il paese di Annette, con Ugo, i gemelli Emme, Alice nel paese delle meraviglie e tanti altri nani alpini. Grazie ad Annette, imparò a superare i camion, a portare al pronto soccorso autostoppiste in menopausa scosse da vampate, ad accendere la stufa a legna, a sopravvivere all’autunno angoscia e alla guerra dei tortelli in mensa. (altro…)


Baobea e L’Istituto Nazionale Penosi Sospiri, atto I

Questa è la storia di Baobea, costretta a scendere dal suo baobab per sfidare l’INPS, Istituto Nazionale Pazzi Sclerotici. No, dev’essere Istituto Nazionale Polli Scorbutici… O Poveri Somari? Pane e Salame? Puoi Sognare? Baobea non ricorda più. D’altronde, non servono le sigle là sul suo baobab.

baobabComunque.
Un giorno d’estate, come di consueto, il suo contratto terminò, ma ecco che qualcuno le disse: Prova a controllare, forse quest’anno hai diritto al sussidio di disoccupazione... Baobea sorrise, pensando: Allora è stata una fortuna fare la trottola per le cooperative e nuotare tra i pericolosi pesci meccanici! Subito dopo, però, Baobea avvampò d’imbarazzo: sul suo baobab non ci sono distinzioni tra disoccupati di serie A e disoccupati di serie B, tra chi può sperare in un sussidio e chi non ne ha i requisiti. In ogni caso, decise di informarsi e si recò alla caverna del tesoro. Apriti sesamo! esclamò all’ingresso, ma niente, la porta era guasta. Entrò da un lato della caverna, un po’ delusa. Dentro, lo stupore! Decine di persone che ponevano la stessa domanda alla stessa impiegata, seduta accanto a un cartello che avrebbe potuto rispondere a ogni quesito, fosse stato guardato. Un ottuagenario che interpretava una sceneggiata molto napoletana e forse gustosa, non fosse stata la sua pensione il tema. Un tale in tunica bianca che passava il cellulare a una dipendente dicendo Parla te a capo, poi donne panciutissime, donne col passeggino, persone di fretta, persone furenti rassegnate indifferenti. Baobea attese e attese, poi chiese allo sportello sbagliato. Trovò infine Perplesso l’Impiegato, che le disse: Lei non ha i requisiti, però vediamo, forse sì, ah sì, ce li ha. (altro…)