Baobea e L’Istituto Nazionale Penosi Sospiri, atto I


Questa è la storia di Baobea, costretta a scendere dal suo baobab per sfidare l’INPS, Istituto Nazionale Pazzi Sclerotici. No, dev’essere Istituto Nazionale Polli Scorbutici… O Poveri Somari? Pane e Salame? Puoi Sognare? Baobea non ricorda più. D’altronde, non servono le sigle là sul suo baobab.

baobabComunque.
Un giorno d’estate, come di consueto, il suo contratto terminò, ma ecco che qualcuno le disse: Prova a controllare, forse quest’anno hai diritto al sussidio di disoccupazione... Baobea sorrise, pensando: Allora è stata una fortuna fare la trottola per le cooperative e nuotare tra i pericolosi pesci meccanici! Subito dopo, però, Baobea avvampò d’imbarazzo: sul suo baobab non ci sono distinzioni tra disoccupati di serie A e disoccupati di serie B, tra chi può sperare in un sussidio e chi non ne ha i requisiti. In ogni caso, decise di informarsi e si recò alla caverna del tesoro. Apriti sesamo! esclamò all’ingresso, ma niente, la porta era guasta. Entrò da un lato della caverna, un po’ delusa. Dentro, lo stupore! Decine di persone che ponevano la stessa domanda alla stessa impiegata, seduta accanto a un cartello che avrebbe potuto rispondere a ogni quesito, fosse stato guardato. Un ottuagenario che interpretava una sceneggiata molto napoletana e forse gustosa, non fosse stata la sua pensione il tema. Un tale in tunica bianca che passava il cellulare a una dipendente dicendo Parla te a capo, poi donne panciutissime, donne col passeggino, persone di fretta, persone furenti rassegnate indifferenti. Baobea attese e attese, poi chiese allo sportello sbagliato. Trovò infine Perplesso l’Impiegato, che le disse: Lei non ha i requisiti, però vediamo, forse sì, ah sì, ce li ha. Benone! E ora? si domandò Baobea, prima di sentire l’ingolfamento cerebrale e le vampate e la tachicardia (cioè la solita reazione di fronte alla burocrazia). Posso copiare ogni tuo passo?, chiese allora a Solerte, l’amica che sa. Non ho capito niente, me lo rispieghi tu? fece poi al moroso Gianpazienza.
Baobea intraprese così un iter irto di pin fax siti registrazioni moduli da consegnare all’Ufficio Collocamento e, al traguardo, la domanda telematica per l’Istituto Nazionale Perigli e Scompiglio. Ottimo! Baobea finalmente respirò e risalì sul suo baobab, in attesa di una risposta.
Un mese dopo, la lettera. Mittente: Istituto Nazionale Psico-Sciroccati. Testo: La informiamo che la sua domanda è sprovvista dei seguenti documenti: copia contratto co.co.co. Baobea ebbe un sussulto, poi sentì avvicinarsi l’ingolfamento cerebrale e le vampate e la tachicardia. Il cruccio era: Perché se questo sussidio riguarda il mio lavoro da dipendente, mi questionano sui contratti a progetto? Chiamò dunque il numero verde, in cerca d’aiuto. Rispose il giovane Embè, nei pressi di Canicattì. Le lesse il testo della lettera. Punto. Embè? Anch’io so leggere! si lamentò Baobea, riagganciando. Decise quindi di consegnare all’Istituto Nazionale Pasticci e Stupore la copia del suo ultimo contratto a progetto. Ma si accorse di non averlo. Maledetto baobab! E adesso che è ferragosto e l’istituto con cui collaboro è chiuso, cheffaccio? si chiese. Non ti resta che attendere, baobabba! si rispose. Così fece.

principessa amnesia

Principessa Amnesia
di Rébecca Dautremer

Dopo le feste, corse da Angela, che essendo un’angela le diede il contratto sorridendo. Alla caverna del tesoro, la porta era ancora guasta e dentro il solito delirio. Stavolta Baobea non sbagliò sportello, ma capitò su Scorbuta l’Impiegata, che disse: Ah sì, sono io che ho trattato la sua domanda, sono io che l’ho sospesa. Ah no, non mi basta l’ultimo contratto, no no.. Lei deve portarmi tutti i contratti degli ultimi due anni. Eh già: tutti! Baobea impallidì. Ma se lei colleziona contratti! Corse a casa. Maledetto baobab! Mancavano quasi tutti… Dov’erano? Alcuni li aveva persi, altri non glieli avevano mai fatti.
Tornò da Angela: Angela, cara carissima Angela, mi rifai tutti i contratti di tutti i corsi che ho tenuto negli ultimi due anni? No, non mi ricordo le date… No, non mi ricordo il totale delle ore… Per quando ne ho bisogno? Ehm… Prima di mezzogiorno. Di oggi. Glielo disse sorridendo, Baobea. Angela ricambiò, ma avrebbe voluto scappare pure lei su un baobab: era lampante. Perché l’Istituto Nazionale Problemi e Scoramento sta facendo questi controlli? si preoccupò intanto il capo dell’istituto. Ehm… È per via di Scorbuta… rispose vaga Baobea, prima di chiamare il suo bello: Gianpazienza, che disastro! Vienimi a prendere! Diluvia! Non ho l’ombrello! Non so dove mettere l’auto! Non ho moneta per il parcheggio! L’Istituto Nazionale Pensieri e Seccature chiude! La mia domanda verrà respinta! Sono perduta! Gianpazienza, aiutami tu! Gianpazienza si tramutò in Gianguido e la guidò a destinazione. Ma lì Baobea non trovò più Scorbuta. Ad accoglierla, Sgomento l’Impiegato. Cos’è ‘sta roba? – chiese lui, sgomento – Non serve a niente! Cosa c’entrano i contratti co.co.co con il sussidio? Chi li ha richiesti, con chi ha parlato? Una mia collega? Me la descriva! Mora e scorbutica? Ho capito. Lo sa, signorina, qual è il problema? Il problema qui è la gente senza cervello, ecco qual è il problema! Comunque, non si preoccupi… Noi queste cose le mettiamo agli atti, anche se non servono a niente. Lei ha diritto al sussidio e lo avrà.
Lo ebbe.
Ma Baobea non poteva immaginare che…

(la suspance)

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