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Viaggiare informati (4)

Pensavo ancora ai miei ultimi viaggi in treno.

A quella mattina piovigginante in cui, in un vagone semivuoto, ero immersa nella lettura dell’Uomo che parla ai cani e non badavo a niente, attentissima a non perdere neanche una parola del mio ultimo maestro spirituale, Cesar Millan. Mentre il dog trainer più famoso (e forse furbastro) del mondo mi stava porgendo la chiave per una relazione felice col mio cane (e magari con i cani degli altri, ché da grande voglio fare la dog sitter, ormai è certo), compare un ragazzetto.

– È libero? – mi fa, indicando il posto di fronte a me

– Certo che no, c’è l’omino fantasma che sta dormendo proprio lì, non vedi la bavetta? – avrei dovuto rispondergli, se non fosse che Cesar Millan esige da me un’energia calmo-assertiva e io ci tengo ad essere una brava discepola, sempre rilassata e nel pieno controllo della situazione.

Il ragazzetto mi fa qualche altra domanda sulla direzione del treno e le stazioni intermedie, dopo di che posso rituffarmi sui principi che sorreggono l’educazione di un cane (esercizio, disciplina e affetto, in quest’ordine).

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Viaggiare informati (3)

Pensavo ai miei ultimi viaggi in treno.

trenoPensavo a quella mattina in cui tutto girava giusto e sembrava facile. Un sole sorprendente, dopo tanta attesa. Il treno già pronto al binario, poca gente nei vagoni, quel libro delizia che stavo leggendo… Raccontava di una vecchina che scappa dalla casa di riposo per andare a rifugiarsi in un ricordo, in un ultimo tentativo di ritrovare la bellezza. Nel frattempo la giovine rossa di fronte a me sta andando a fare un esame e alla sera avrà il corso di teatro, mentre il giorno dopo alle sette farà un aperitivo con un’amica e forse un amico, sempre che lui si convinca che non è di troppo. (Incredibile come in treno, nonostante la buona volontà, un libro delizia e la testa su un baobab, sia impossibile non farsi i fatti degli altri.) (altro…)


Un frate di tre cotte (5)

Tu hai messo fiore in regalo? – mi ha chiesto l’altro giorno Fra Mandorla, con un sorriso grande. – Ma sì! Oggi è festa molto importante! Non parlo per me, io consacrato, ma fuori molto importante! Tutti vanno giardino pubblico o cinema o…

Non ci posso credere. Non mi sono ancora seduta e sono già pronta a dargli l’ennesima delusione… Dopo il problema fede, dopo l’infinita grana della convivenza senza matrimonio, ci mancava San Valentino…

Come tu non festeggia sempre? Quando tu ultima volta che hai messo fiore in regalo? – Fra Mandorla ha l’aria stravolta, ora.

Non ci posso credere! Mi sono appena seduta e sono già profondamente complessata. Quand’è stata l’ultima volta che Gianpazienza mi ha regalato dei fiori? Oh cielo, cielo, quando?! Un bocciolo d’amore, teneri languidi odorosi petali…

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Illustrazione di Beatrice Alemagna

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Un frate di tre cotte (4)

Olandesi hanno la pelle aranciata e i capelli bianchi come nuvola in cielo, vero? Tu sai una vita da bufalo? Sì sì, io capisco la parola “avvoltoio”… Tu hai visto bambino di Africa morto vicino avvoltoio? Tu hai visto tribù di Cina che ha lasciato genitori morti in campo per avvoltoi?
Ebbene sì, ho ricominciato le lezioni con Fra Mandorla. Tempo fa mi aveva telefonato per chiedermi: Tu libera? Tu libera per italiano? Allora ciao, ci vediamo un giorno. E un giorno, infatti, il corso è ripartito.

Illustrazione di lilismithwick

Illustrazione di lilismithwick

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Viaggiare informati (2)

Ieri ho visto un treno arrivare in stazione senza annunci dalla direzione opposta alle attese e ho sentito un intero binario chiedersi, un piede su e uno giù, ma sarà il treno giusto?
Ieri, i piedi entrambi su, ho avvertito molto freddo e troppo caldo, a seconda del vagone, e ho scorto tracce diarroiche anche sul soffitto di quell’indimenticabile wc.

Illustrazione di Lim Heng Swee

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Il bouquet rotondo del mio désespoir

La storia è questa.
Compio gli anni e mi regalano una macchina da caffè. Una di quelle dal design innovativo e compatto, non so se mi spiego, una tutta alta tecnologia e funzionalità. Io e Gianpazienza dunque ora abbiamo una macchina da caffè. Dicevo, io e quello che Io mi chiamo Gianpazienza, ma tu chiamami pure L’integralista Della Moka, abbiamo una macchina da caffè.
Naturalmente, io l’ho presa subito bene, questa cosa dell’oggetto di tendenza in cui convergono tecnologia all’avanguardia e massima semplicità d’utilizzo
– Ma ti rendi conto, Gianpazienza, che razza di persone siamo diventate?! Abbiamo un cane col pedigree e una macchina da caffè! Quella con tanto di capsule esclusive e aroma intenso, quella che George e il wonderful american skyline, quella della terrazza e le bellone che solo George! O al massimo Matt!

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Un frate di tre cotte (3)

Mai avrei immaginato di trovarmi, una sera, in un centro commerciale ad arrancare dietro a un piccolo frate con gli occhi a mandorla e il passo velocissimo, nella vana ricerca di un vestito da Babbo Natale di buona qualità. Quello che Fra Mandorla già possiede è di un tessuto sintetico scadente: ogni volta che si siede si strappa, ogni sera a ricucirlo.
Mai, d’altronde, avrei pensato che Natale potesse essere un periodo così stressante per il mio frate, che ogni giorno, per tutto il periodo natalizio, è stato mandato ad animare le feste nei reparti dei malati con tanto di barba bianca, occhialoni neri, vestito rosso e sacco in simil juta.

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Un frate di tre cotte (2)

Tanta gente ha pianto. Ma la vita è bella, nonostante loro abbiano mancato una parte di corpo. Così il frate con gli occhi a mandorla commenta il video che mi ha invitato a vedere: due ballerini cinesi – lui senza una gamba, lei senza un braccio – che danzano sulle note di una musica struggente.
E ancora.
Io mi domando: io ho braccia e gambe in corpo forte, ma non so fare tante cose. Lui sa fare tante cose. La vita è così. Il lui di cui parla Fra Mandorla è il protagonista di un altro video: un giovane uomo australiano nato senza arti che va in giro per il mondo a fare spettacoli per raccontare a un pubblico commosso la sua storia, la sua forza, la sua morale: la vita è bella, io sono felice nonostante.
Insomma, è chiaro: Fra Mandorla sta tentando di rieducarmi. E io sospiro di nostalgia rievocando i giorni in cui andavo in visibilio per i suoi filmati di danze tradizionali, piene di sorrisi e paillettes (la nostra è una cultura molto gioiosa), o di festeggiamenti per il nuovo anno sotto il segno di bestioni fluo: io, il kitsch, lo adoro!

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Un frate di tre cotte

Che cosa c’è di più lontano da una ragazza che ancheggia su altissimi stivaletti con catena dorata, avvolta in una pelliccia corta di visone? Da una che, quando parte, travasa il suo Yorkshire Toy dalla borsetta a una pensione per cani munita di webcam, in modo da continuare ad adorare il suo cucciolo attraverso lo schermo di un cellulare? Insomma. Chi sta agli antipodi di una bionda a Monte Carlo? Sì! Proprio lui! Un piccolo frate dagli occhi a mandorla che ha professato i voti di castità, povertà e obbedienza. Uno che vive in mezzo alle preghiere e ai malati mentali.
La prima volta che l’ho visto, lo confesso, è stata una delusione. Non era scalzo o per lo meno in sandali. Non aveva la barba bianca come Frate Indovino né una corona di capelli a girare intorno al capo raso come Fra Cristoforo. Non indossava un saio marrone, con cappuccio e maniche larghe, legato alla vita con un cordone: niente, nessuna somiglianza neppure con quel buon panzone di Fra Tuck.

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Una bionda a Monte Carlo (3)

Ok, lo ammetto. Per essere superlativamente fashion, ci vogliono molto più che dieci regole. Per raggiungere certe vette, bisogna faticare. Ma non perderti d’animo, ad accompagnarti nella salita ci sono io. E naturalmente lei.

Innanzitutto, sii realista: nella vita ci sono delle priorità. Allora accenna un sorriso e annuncia che te ne andrai dall’impegno preso, chessò una lezione di italiano, mezz’ora prima. Per andare a. Farti. Le. Unghie! I lunghi artigli delle superlativamente fashion, ricordatelo, sono bianchi alla base e rosa in punta, con una cascatella ondulata di brillantini. In perfetto stile bonbon.

 stile bonbon

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