scuola


Di donne fantastiche e metallurgia

L’Istruzione Adulti, per me, vuol dire un gruppo di donne straniere riunite, una mattina alla settimana, nell’aula di una scuola incastonata tra piccole officine e grandi stabilimenti. Percorrere i tornanti di questi luoghi, signore e signori, è un’esperienza ad alto rischio stupore e sgomento… Impossibile restare indifferenti nel varcare i confini del ricco Regno della Filiera del Metallo: ti guardi intorno e scopri che davvero tutti (ma tutti) gli spazi fisicamente occupabili di questa valle sono stati via via erosi nei secoli da capannoni, fabbriche e case. E non lo dico io, sospirando fiumi azzurri e colline e praterie dove far correre le mie malinconie, lo scrive serioso il Sole 24 ore, precisando che qui c’è un’impresa ogni 12 abitanti, neonati compresi.

Mina Braun

Illustrazione di Mina Braun

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Sottili spicchi di supplenze 4

Il sottile spicchio di destino che mi era toccato sembrava ampliarsi, sospira Jane Eyre quando, nel grande edificio grigio e merlato di Thornfield, un luogo tutto campi e spine e placide colline, prende coscienza del suo amore per il burbero signor Rochester. Anch’io, che abito in una piccola mansarda di una decisamente meno romantica Pianura Padana e sono cosciente del mio amore per Gianpazienza da ormai un’eternità, vorrei dirvi qualcosa in stile Brontë: quest’anno ho tre sottili spicchi di insegnamento ad ampliare il mio destino di supplente.

Illustrazione di Beatrice Alemagna

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Di plagi, pavoni e potenziamento 1

Prima notizia: i ragazzi hanno scritto un tema. O almeno ci hanno provato.

Ma come che notizia è?! Sapete che cosa significa scrivere un tema in quella classe? No? Be’, neanche quella classe lo sa e infatti è il caos.

Qualcuno poi risolve il problema alla radice, copiando il testo interamente da internet, cosa che all’inizio dell’anno mi offendeva terribilmente (ma quanto credono che io sia tonta?) nonché avviliva (ehm… Dove sono io mentre loro copiano?) e pure scioccava (come possono arrabbiarsi e negare quando la pagina del sito da cui hanno trascritto il tema, senza modifica alcuna, è stampata e pinzata insieme ai loro fogli?!).

Adesso invece sono preoccupata. Non per loro, intendiamoci, ma per me… Per la diffidenza che mi abita: ormai quando trovo una frase di senso compiuto o un riferimento storico o il nome di un monumento scritto in maniera corretta (tipo Big Ben e non Big Bang), apro Google e mi metto a cercare… Proprio una brutta persona! (altro…)


Cotoletta o tagliatelle al ragù? 4

Oh vecio guarda, mi ha fatto gli auguri il tipo che c’è dentro il Gabibbo! Oh raga, Will Smith è morto! Ma come, come Will Smith? Ma no, è un fake… Sai che il mio socio mi ha detto che ieri era in ciospo e gli han suonato e allora lui ha fatto il dito e… Profe, è bellissima oggi, io Gianpazienza lo picchio! Ascolti, la vuole la mia tessera dei kebab, gliela vendo… Ma come, è vegetariana? Quindi lei medita anche? Dai vecio, dammene un tocco del tuo panino… Ma creeedici! Profe, quando ha smesso di fumare? Ma i ciani li fuma? Io giuro che ho smesso coi cannoni… Scusi, faccio veloce, è l’operatore wind che mi rompe i coglioni da ieri… Dai profe, mi ridia il telefono… Me lo ridia, tra poco suona e mi sta chiamando la mia vecia… Profe, posso disegnarle una tag? Lo sa che il verde le dona? Ma lei è a favore o contro i froci? Profe, mi sospendono, mi sospendono ancora… Ma non si può annullare una sospensione? Io lo giuro che adesso miglioro… Testa di caaaaaazzo! Arrivederci profe, ah guardi, guardi se non era la mia vecia a chiamarmi, mi ha anche mandato un messaggio, glielo leggo: Cotoletta o tagliatelle al ragù? Sì che è la mia vecia, sì sì, lo sa che sono a scuola, ma sa anche che io uso il cellulare in classe perché sono un ribelle… Arrivederci, profe!

"Non piangere cipolla" di Roberto Piumini e Gaia Stella

“Non piangere cipolla” di Roberto Piumini e Gaia Stella


Una questione di genere?

Gabber scritto sul cappellino e musica hardcore dalla sua cassa wireless, Tizio balla in classe, sniffa tabacco al mentolo, scrive Cinegro alla lavagna, mi urla Le voglio bene!, insiste per uscire a fumare, prende una nota all’ora e s’infuria, ma mica solo per la nota… Ma profe, mi ascolti, le sembra giusto che ci sono i trans, cioè non la fa arrabbiare che ci sono quelli che vanno in giro che sembrano una donna ma hanno il mazzolone? Eh?

Israel Barron

“Il quaderno degli incubi” di Israel Barron

Non che lo strazio sia una questione di genere. I maschi, è vero, fanno cose clamorose, tipo far girare la maledetta cassa wireless e da quella diffondere peti tonanti, seguiti da grasse grassissime risate. Sì, i maschi sono fedeli all’eccesso e si danno del coglione! con la stessa frequenza del battito palpebrale (8-15 volte al minuto), calpestano i loro stessi camici, lanciano sedie dalla finestra, giocano a cricket con la bottiglia del succo, sputano e bestemmiano come lama impazziti… Ma – siamo seri – non è che le fanciulle da quelle parti siano principesse. Meno clamorose, ma all’occorrenza più cattive, anche le ragazze collaborano a riempire il mio ormai voluminoso Quaderno degli incubi. (altro…)