alle medie


I miei desideri, le mie paure

Siccome i miei desideri sono tanti mentre le mie paure ne ho poche, qui si scriverà poco di paure. Si segnala solo che a undici anni, con o senza Annette, i timori più frequenti sono: la perdita della famiglia, il buio, i ladri, i ragni (ma ho paura anche un po’ dei lupi, dei fantasmi, degli alieni, del diavolo e l’inferno. Di S. Lucia solo fino a un anno e mezzo fa, da quando ho scoperto che sono i genitori mi sono tranquillizzata).
Per quanto riguarda i desideri, non ho molti desideri da dire, anche perché i più tanti non li voglio dire. Comunque. Io vorrei che la mia vita andasse proprio come vorrei. Cioè? Che il mondo non faccia più le guerre. Che non ci siano le malattie mortali. Vorrei non morire mai. Poi vorrei creare una famiglia con figli sani e intelligienti di nome Federico e Emma oppure Rebecca, Alessia, Federico oppure Federico, Andrea, Alessia… dipende. Anch’io che sono un maschio e che me ne frego dei nomi, vorrei avere una bella casa, dei figli, una moglie. Anzi, percheno una bella moglie (come Elisa). So che per avere tutte queste belle cose dovrò impegnarmi e studiare molto ma se non potrò averle cercherò di andare avanti nella vita lostesso senza pensarci troppo (come adesso con le virgole).
9Non è finita! Vorrei avere un cavallo. Un cane come se fosse un batuffolo di lana. In alternativa ci sarebbe il gatto. Vorrei anche una casa di cioccolato e una su un albero. Un desiderio che forse si realizzerà è quello di avere uno scoiattolo. (altro…)


Tra scimmie e mucche… I libri

L’altro giorno, sono entrata in classe con uno scatolone di libri per le scimmie urlatrici. (Sì, è una buona notizia: anche le scimmie urlatrici leggono.) Inizialmente, avevo pensato di portare una lista di libri, ma mi sono subito figurata Emme Cresta dirmi Pota profe, non ho soldi per comprare un libro, ho dovuto prendere una scaletta per baciare le tipe stanghe, una scaletta strabella eh, piena di brillantini verdi in tinta col mio orecchino e… Poi ho immaginato Emme Frangia aggiungere No, non esistono biblioteche qui, ok forse sì, ma mica pensavo prestassero libri, comunque lo sa che domenica abbiamo vinto la partita e bla bla bla… Ho perfino visto due piedini spuntare da uno zaino gigante: Ugo era tuffato a testa in giù alla ricerca del libro perduto. No no, niente lista. Allora ho osservato le decine di copie della scuola de I ragazzi della via Pal e ho pensato a una lettura collettiva, ma ecco reminiscenze di un’infanzia con squarci narcolettici (la voce paterna, il libro Cuore, quest’altro sonnifero ungherese…). 8Insomma. Unica soluzione trovata, presentarmi con 25 libri della biblioteca cittadina. I ragazzetti hanno accolto benone la novità, mostrandosi eccitati come – indovina indovinello – scimmiette urlatrici. (Ancora una buona notizia: le scimmie urlatrici possono eccitarsi anche per i libri)
Prima della consegna, però, alcuni chiarimenti. Questi libri sono della biblioteca, li ho presi a mio nome, trattateli bene – avverto. E subito, Emme Frangia: Ah ma profe, sarà dura, noi abbiamo una sorellina piccola, quindi… Naturalmente i gemelli non hanno sorelle, figuriamoci se non lo so. Mio malgrado, so perfino quanti caffè beve al giorno la loro audace genitrice, come potrei non sapere che ha messo al mondo quattro figli, tutti maschi, tutti della stessa stoffa (urticante)? (altro…)


Pane burro e cuoricini

Un pomeriggio a settimana, gli amici di Annette hanno due ore di laboratorio con me. Per ora, cineforum. Con il primo film – Billy Elliot – non ci sono stati problemi, anzi, è piaciuto moltissimo. Abbiamo fatto anche un bel cartellone con disegni e pensierini tipo Il film mi a emozionato perché e BELLO lo voglio rivedere, bisogna seguire i tuoi SOGNI e avere CORAGGIO sempre, viva la DANZAAA! Col secondo film, la faccenda si è complicata: volevano sceglierlo loro. E così un giorno… Profe! Ci fai vedere Titanic?! Ti prego! La prego! Sììì, Titanic, sììì! Mi ha spiazzata, questa storia di Titanic. Non ricordavo che la prima media fosse un’età tanto romantica. Eppure la classe ora è in subbuglio, maledetto tramonto sulla prua… Per mostrarmi il coinvolgimento, il gemello Emme Frangia quasi si rotola per terra, il gemello Emme Cresta mi spalaca davanti un poster di un perfetto sconosciuto dallo sguardo fluo (Lo guardi profe, i suoi occhi verdi sono per lei!) e un altro mi porta il dvd, sorridendo ammiccante. Intorno, tutti vociano Titanic! Titanic! Titanic! Sono spiazzata, davvero. Quasi più di qualche mese fa, quando gli aspiranti meccanici volevano convincermi a guardare in classe l’ultimo American Pie e tiravano giù dall’armadio la loro scorta di calendari, sbattendomi in faccia le tette giganti delle adoratissime.
Alla fine abbiamo visto Forrest Gump. Grande disappunto iniziale. Poi arriva la frase Da quel giorno siamo sempre insieme Jenny e io, come il pane e il burro e i ragazzetti iniziano a perdonarmi. Ma mi perdonano del tutto solo alla scena in cui Jenny e Forrest si rincontrano al grande raduno pacifista, dopo il ritorno di lui dal Vietnam. Eh già. (altro…)


Io non sono… Ugo!

Prosegue la conoscenza della banda di nani. Attraverso letture, discussioni e piccoli temi, si delinea un ritratto sempre più preciso. Arricchito da nuove espressioni, tipo strabuzzare gli occhi.
Profe, cosa significa “strabuzzare”,
chiede a gran voce Vorrei Chiamarmi Ugo. Hai presente, Ugo – dico io – cosa succede spesso quando intervieni? Succede che io spalanco, stravolgo gli occhi… Li strabuzzo! Ugo tira fuori i dentoni in un sorriso e annuncia allegro: Profe grazie, ho capito benissimo. Un minuto dopo, siamo alle prese con la domanda come mi vedono gli altri? Ugo alza la mano per leggere la sua risposta: Gli altri mi vedono un deficiente. Io strabuzzo gli occhi più del solito. Ma Ugo… Cosa dici? Ugo tira fuori i dentoni: Profe, è vero eh, me l’ha detto lui di scriverlo… si difende indicando il suo biondo vicino di banco, che poco dopo enuncerà alla classe i suoi interessi. I miei interessi sono… Sono… Sono Elisa! Oh cielo. L’aula si fa boato, il biondo diventa viola e Elisa – detta anche La Reginetta Delle Smorfiose – mi guarda con l’ombra di un sorriso, come a dire: Gli ometti, pff pff, che allocchi.
6Andiamo avanti, temerari. Provando a descriverci utilizzando la forma negativa. Io non sono…
Io non sono una cacca di mucca
, debutta il gemello Emme Cresta. Io non sono una mosca su una cacca, prosegue il gemello Emme Frangia. (altro…)


Fantastice, le medie! Ma non più di troppo

Bisogna essere preparati. E rassegnarsi. Nei temi di prima media, gli elenchi possono essere infiniti. Si parte dalla famiglia, con i nomi dei cari genitori, dei fratelli che ci litigo spesso, delle cugine e cugini (minimo sei), della zia e infine dei nonni. Dalla famiglia, si passa ai nomi delle migliori amiche (di solito tre), dei compagni simpatici (fino a undici) e ancora, ai cognomi dei proffessori, di quelli che fanno tanto ridere, di quelli antipatici, di quelle con la fama di streghe. Poi i colori preferiti (in media cinque), gli obbi e un lunghissimo tuffo nel mondo animale: i cani (e le varie razze), i gattini, le tartarughe, i conigli nani, i pappagalli, i canarini, i criceti, i cavalli, i leoni (e li voglio a tutti tanto bene). Quando le liste sono finite, partono le descrizioni – scrupolosissime – del viso magro e arrotondato, dei capelli riccioli, di nasi a patatina, labbra carnose e sorridenti, occhi verde acqua o grigio pietra, orecchie da folletto, corporatura giusta, altezza piccola, collo alto. Senza dimenticare la personalità: ho un carattere sportivo, sono una tipa pazza e spericolata, mi vesto in modo kegiual. Se si è ancora svegli, a questo punto, si rischia perfino di inciampare in disegni di facce funghi sciatori chitarre e note musicali (perché la musica è nel mio diennea).
Comunque. Come vedono le medie, i ragazzini di prima media? Innanzitutto, la prima impressione era che le medie sono brutte e noiose ma fino ad ora mi sono piaciute. Innanzitutto, insomma, non si capisce. Ma c’è anche chi ha le idee chiare. Tipo Ugo, che scrive: le medie sono belle mentre io non sono tanto bello. (altro…)