Beatrice e altri animali


1. Eccetto le barbabietole

Fino ai trent’anni circa amavo mangiare la carne e il pesce.

Mi piacevano soprattutto lo speck dentro il pane di segale, la bresaola con il limone, il filetto al pepe verde che cucinava mio papà, il pollo arrosto del mercato, la zuppa di pesce fatta in casa e le cozze, in particolare quelle gustate dopo una giornata al mare.

In realtà, amavo mangiare quasi tutto, eccetto le cipolle crude e le barbabietole cotte.

Non ero l’unica, in famiglia, a mangiare quasi tutto: io e M., da piccoli, eravamo quel tipo affamato di gemelli capace di contare quanti gnocchi aveva ciascuno nel piatto per non rischiare la fregatura (e subito dopo il primo boccone spalancare la bocca per mostrarci reciprocamente un incidente in galleria); quel tipo di gemelli il cui appetito, apparentemente implacabile, costava alla loro genitrice battute del tipo: “L’anno prossimo l’abbonamento alla mensa lo paghi per quattro, eh?” E sì che in mensa, alle elementari, il menù tipico era: pasta al pesto più scotta che cotta, nasello insipidello, piselli poco belli. Ma a noi sembrava tutto buonissimo. 


Beatrice e altri animali 4

C’è un tema che da alcuni anni è diventato per me importante e che negli ultimi tempi mi sta particolarmente coinvolgendo (mai rilassarsi in vacanza, mai!) (in “vacanza”). Per dare un po’ di requie a Gianpazienza, che è condannato ad essere il mio principale interlocutore, ho deciso di scriverne. Il piano è questo: vi racconterò una storia che parte dalla mia esperienza personale per affacciarsi un po’ più in là; una storia divisa in 30 minuscole parti, che troverete sul blog ogni giorno alle ore 18, per tutto il mese di agosto. Tempo di lettura: dai 29 ai 57 secondi, titolo compreso (sono comunque in vacanza, eh!) (in “vacanza”).

Allora siamo d’accordo: sarà il breve resoconto di un mio percorso e magari saranno spunti, informazioni, domande. Nessuna verità, nessuna lezione, nessun giudizio.

Dai, fate un favore a ♥ Gianpazienza ♥: da domani leggete Beatrice e altri animali!

(Conoscete La mia famiglia e altri animali? Non c’entra nulla con quello che voglio scrivere, ma è un libro magnifico e felice e rivelatore…)