Archivi giornalieri: Gennaio 22, 2015


Tra un coltello e un trapano, il Promemoria

Qualche giorno fa, appena uscita da scuola, m’imbatto in una rissa tra studenti nella via parallela all’istituto. Mi avvicino e capisco che è appena finita, individuo uno degli studenti coinvolti, nerboruto e parecchio agitato, e vengo a sapere il nome degli altri due, già scappati. So benissimo chi sono, uno è lo stesso con cui tempo fa ho avuto uno scontro veramente (veramente) acceso, terminato con la sua sospensione. L’altro coinvolto è il suo inseparabile compare (in via di sospensione).

Tre le cose che più mi hanno colpito dell’episodio: tutti quelli che si sono avvicinati al ragazzo nerboruto per calmarlo o incitarlo avevano il suo stesso colore di pelle; mezza scuola ha assistito allo spettacolo, il cellulare in mano per filmarlo; la postina, altra (suo malgrado) spettatrice, mi guardava come fossi una marziana, mentre diceva: Ah quindi lei è una professoressa della scuola… I carabinieri sono stati avvertiti, ma ormai… Quelli arrivano sempre quando è finito tutto… Comunque io non la invidio, io proprio non la invidio, no no, io davvero non vorrei essere nei suoi panni. Auguri, eh!

Il giorno dopo, questiono il nerboruto, in quel momento intento a creare dei biglietti d’ingresso per una festa che si terrà prossimamente in periferia (Black Soul, dice il biglietto). Calmo, mi risponde con un discorso che si potrebbe riassumere in: io non rompo i coglioni a nessuno, ma se qualcuno li rompe a me, io lo meno. Voilà.  Tra l’altro, farsi menare da lui, tutto nerbo e arti marziali e processi alle spalle, non è mica una robetta da nulla. Io e papa Francesco, per dire, ci penseremmo bene prima di dirgli una parolaccia contro la mamma.

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