tenerezze


Chicca #48

Tre ragazzi, di cui due miei studenti, sono seduti in adorazione di fronte alle macchinette, a cui lanciano sguardi mesti. Quando mi vedono passare con il caffè in mano, uno di loro si butta:

– Profe, ma lei non ha mica la… la… –  e fa un gesto stanco con il braccio.

– La chiavetta?

– Sì, ecco.

– No.

– Non è vero! –  interviene l’altro.

– Certo che è vero.

– E ha da cambiarmi dieci euro?

– No, ma ho delle monete. Vuoi che ti faccia un prestito?

– No, a me i prestiti non piacciono. Può offrire, però. Se vuole. Decida lei…

– Ah! E che cosa vorresti?

– Tasto 40, sono sessanta centesimi.

– Tieni.

– Grazie profe! Ma siete bravi alla fine voi insegnanti, siamo noi studenti ad essere coglioni!

 

 


Chicca #41

– Profe, ti amo! – esclama G. d’improvviso. Spalanca le braccia, fermo di fronte a me. Mi sta offrendo un abbraccio, pare.

– Sparisci! – gli dico, con la voce severa e gli occhi che sorridono.