verifica


Vadi, contessa, vadi! 2

Non sono tutti casi straordinari, i miei studenti in carcere. Certe vette spigolose, per fortuna, non si raggiungono facilmente ed ecco a voi uno scenario di classe un po’ più rotondo: niente cocuzzoli, ma poggi e valloncelli.

Illustrazione di Agustin Comotto

Prendete lui. Un tale molto simpatico e un po’ in difficoltà con la mia materia, uno che se gli chiedo l’ora capace che tenti di filarsela dicendomi che mancano cinque minuti alla fine della lezione (non fosse che sono appena entrata!); un tale che ha un’età (sostiene lui) per cui potrebbe essere mio padre e che quindi (immagino io) si cruccia per il futuro di quelli che potrebbero essere i suoi figli, soprattutto se hanno avuto l’idea balorda di restare dove sono nati, cioè in Italia. (altro…)

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Sangue verde e crimine che sale

La settimana scorsa doveva essere l’ultima. Invece la supplenza è stata prorogata di altre cinque settimane. Naturalmente ho accolto la fortunata notizia con vera gioia.

No soy perfecta,Jimmy Liao

No soy perfecta,
di Jimmy Liao

Bugiarda! Non ho pianto per la pena né ho fatto capriole di letizia. Prendo atto, più che altro. L’esplorazione del Grande Sonno e delle sue creature non è ancora finita.

Queste le ultime scoperte tra i banchi degli aspiranti ragionieri.
Innanzitutto, mai più fare una verifica di storia con domande a risposta aperta. Mai più, sventata che non sono altro! Eppure avevo scritto sviluppa sinteticamente i seguenti argomenti e non scrivi tanto, tutto quello che sai, probabilmente poco, forse nulla, ma scrivilo il più ampiamente possibile che tanto la profe è tonta e ha un sacco di tempo. Avevo detto sviluppa, mica sbrodola! Avevo detto sinteticamente, mica prolissamentissimamente! Comunque, queste nuove idee grazie anche alla pubblicazione di giornali e riviste inaugurò un nuovo modo tra ceto e nobiltà, non so se avete capito. No che non avete capito, neanch’io ho capito, neanche l’autore sibillino di queste righe ha capito. Mai più una verifica di storia, allora. E da domani, azienda agricola! (altro…)

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Erba buona e buone nuove

Buone nuove per la quarta settimana.
Innanzitutto, mi sono stufata di prendere tremendamente sul serio questa parentesi di supplenza. E di pormi inquieti quesiti sulla mia vita lavorativa che è tutta una parentesi. Non ho risposte, tanto. E c’è chi non capisce neppure le domande… Non so cosa vuoi dire, dev’essere perché non hai studiato Peirce, mi dice sogghignando Gianburla Il Filosofo, tentando di cavarsela confondendomi.
Allora, la sera prima della ripresa, ho respirato a fondo e ho tossito, espellendo anche i crucci. Sarà una notte gentile, questa – mi son detta. – Una notte dalla faccia rotonda, con una lanterna di luna in mano e al polso un braccialetto di stelle. Una polvere calma-quesiti scivolerà dal suo taschino ai tetti, scendendo piano piano nella mia testa. A posto, allora.

When nighttime camedi Irma Gruenholz

When nighttime came
di Irma Gruenholz

Poi la mattina presto, il sole. Piccola palla arancio dai contorni imprecisi, che sale a sinistra della strada diretta alla campagna dei ragionieri. Oppure la nebbia. Quando è solo una striscia bassa, il mondo sembra tutto tetti, camini, cime di alberi, fanali fiochi. Bello da far dimenticare le corriere senza mai fretta o la banda dei Grandi Sonnambuli quando sono strastrasonnambuli. (altro…)

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Di somari e altri animali

Dopo settimane di lavoro sul genere della favola, la verifica. E lo stupore! D’improvviso, si scopre che, tra il gallo e la volpe, il vincitore è la gallina. Che il linguaggio della favola è umano. D’altronde, sarebbe un bel guaio se la favola fosse in lingua pollastrese o in quella volpina. Che sfortuna poi, dovessimo leggerla nell’idioma rattile! Meglio stare in guardia. Meglio precisare: il linguaggio è umano. Ma… Fosse invece sociale? O tra di loro? Difficile dirlo. Allora, proviamo con il tempo. In questa favola del gallo e la volpe (il cui vincitore è la gallina, ma non per questo è composta in pollastrese), il tempo è giorno. Giorno?! Macché, il tempo è c’era una volta! E la morale allora? Educare i bambini? Offrire modelli di comportamento adeguati? Ma siamo seri! La morale, nella favola, è non farsi mangiare. Mai.
Non è tutto. I somari alpestri hanno anche dovuto scrivere una favola. Loro! Scrivere! Nel linguaggio umano! Rispettando alcune indicazioni: due personaggi (il gatto e la tartaruga), un luogo preciso, una morale (che non è non farsi mangiare). Manca l’invito: finale in burla. Eppure! Il gatto muore sotto una pallina di neve. Finisce spazzato nel cassonetto. Viene portato via dai polizziotti. Per le romantiche, il gatto vuole andare a bere il tè nel prato delle meraviglie con la gatta Serena e per fare bella figura noleggia una carrozza rossa fuoco che ha come cocchiere la tartaruga. Ma viene scaricato lo stesso. Tiè. Oppure il gatto fa lo sgambetto alla tartaruga che haveva dei soldi in tasca. La tartaruga, comunque, il più delle volte muore divorata dal gatto (feroce felino noto dai tempi di Esopo per amare i gusci di testuggine). Ma non è detto. Per sfuggire al gatto, potrebbe sempre trasformarsi in papparapa SUPER TARTARUGA che usa la sua vista laser e alla fine riesce a rimediarsi crocchette di gatto arrosto. Eh già. (altro…)

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gli aspiranti meccanici: ed è solo lunedì

Buongiorno profe, bacino inchino e quell’altra cosa che fa rima, ma quante robe ci ha preparato fììì si vede che lei non ha proprio un cazzo da fare la domenica, ci mancava anche la storia dell’handicappato io lo giuro che questo testo fa schifo, è il testo più schifoso che ho mai visto ma non ci può portare qualcosa di normale inchilà, fa’ sito zingaro di merda e tagliati i capelli, ma vaffanculo, tua mamma figa, ti ammazzo… Dai profe lascia stare, sì è vero che ho sputato, sì ho sputato dalla finestra ma avevo un robo in gola cazzo, dai profe si ricorda cosa le ho detto venerdì, ti amo 4ever e mica scherzavo, ma profe dimmelo, ho forse la faccia da down che mi fa lavorare coi mongoli o con gli stranieri, perché tu sei italiano coglione, no ma lui è negro, io però voglio lavorare da solo porca puttana e invece io Napoli nel mio gruppo non lo voglio, tutti ma Napoli no… Profe posso fare la verifica di recupero del recupero, profe non urli, profe dica qualcosa, wow che minacciosa così ci spaventa sa, profe cosa vuol dire spietato e crudele e senza pietà, comunque ho sentito che hanno rubato una bici giù in cortile, non so se mi spiego… Gnari, la profe non capisce più un cazzo le ho fatto girare la testa, profe io vengo a casa sua a cucinare per lei, io le faccio anche le pulizie basta che mi ricambia con tanto affetto… Profe, LA voglio bene sempre!

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gli aspiranti meccanici, la verifica

Verifica, classe degli juniores. Questi i dati.

Pagine da studiare: 6
Mesi passati sulle 6 pagine: 2
Totale allievi: 20
Allievi presenti: 19
Allievi che dichiarano di ignorare che ci fosse la verifica: 19
Allievi fuori dalla porta: 1, ma sempre diverso
Allievi sorpresi a copiare: 7
Allievi che negano di aver copiato: 7
Allievi che consegnano in bianco: 2
Allievi che consegnano quasi in bianco: 7
Allievi che consegnano la prova quasi completa: 3
Sospetti sull’autenticità delle 3 prove quasi complete: moltissimi
Ritornello strillato per concentrarsi: Prendo bottiglia ti ammazzo famiglia! Prendo coltello ti taglio pisello!

Morale (1): abolire le verifiche
Morale (2): abolire gli h’aspiranti mekkanici

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