perqua


Di plagi, pavoni e potenziamento 1

Prima notizia: i ragazzi hanno scritto un tema. O almeno ci hanno provato.

Ma come che notizia è?! Sapete che cosa significa scrivere un tema in quella classe? No? Be’, neanche quella classe lo sa e infatti è il caos.

Qualcuno poi risolve il problema alla radice, copiando il testo interamente da internet, cosa che all’inizio dell’anno mi offendeva terribilmente (ma quanto credono che io sia tonta?) nonché avviliva (ehm… Dove sono io mentre loro copiano?) e pure scioccava (come possono arrabbiarsi e negare quando la pagina del sito da cui hanno trascritto il tema, senza modifica alcuna, è stampata e pinzata insieme ai loro fogli?!).

Adesso invece sono preoccupata. Non per loro, intendiamoci, ma per me… Per la diffidenza che mi abita: ormai quando trovo una frase di senso compiuto o un riferimento storico o il nome di un monumento scritto in maniera corretta (tipo Big Ben e non Big Bang), apro Google e mi metto a cercare… Proprio una brutta persona! (altro…)

CondividiEmail this to someoneShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

Di temi, popollo e Ringo 2

Una settimana all’insegna dell’incubo correzione temi, quella scorsa.
Profe, ha corretto i temi? Profe, ha corretto i temi? Profe, ha corretto i temi?

Nooo che non ho corretto i temi!

Nooo che non ho corretto i temi!

Come al solito, è più il pensiero del pacco di temi che il pacco in sé ad angosciare. Alcuni docenti soccombono di fronte a un tale pacco di pensiero. Davvero, chiedetelo a quella prof esausta che anni fa mi pagava per correggerli al suo posto!
In ogni caso, i temi di letteratura rischiano di essere molto noiosi. Ci sono le eccezioni, certo. C’è quello succoso succosissimo, quello che fa strillare Gianpazienza! Senti qui che roba, devo leggertelo, ma ci pensi?!, diventando così l’incubo di qualcun altro. Quello che fa esplodere in sonora risata (a metà di un collegio docenti), perché racconta del popollo, che – si sa – è il popolo un po’ pollo. Per il resto, un gran sonno. Soprattutto il venerdì sera dopo le 23, quando Gianpazienza e un pezzo di umanità mondana bighellona per locali, mentre io e un pezzo di umanità popolla ci chiediamo e richiediamo il perché della disgrazia di una scuola anche il sabato. (altro…)

CondividiEmail this to someoneShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

gli aspiranti meccanici, il furto

Allarme stamattina alla scuola degli h’aspiranti mekkanici. Questi i fatti.

Alle ore 9.10, nella classe degli juniores, B.G. denuncia – sgomento – il furto dei suoi due panini al salame. I compagni mostrano pronta solidarietà con Dai vecio, ti do il mio panino ma non romperci i coglioni. Niente da fare, B.G. non si rassegna: Vaffanculo vecio, i miei panini erano al salame, inchilà. Allora – replicano i  compagni – facci la perqua a tutti, se hai il coraggio. B.G. apre uno zaino. Dentro non ci sono panini e neppure libri, solo un martello dalle dimensioni importanti che gli viene sventolato sotto il naso. La perqua viene immediatamente sospesa. Vecio, ma sei sicuro di non averli lasciati a casa?, riprova un compagno. B.G. ne è sicuro e chiarisce: Non sono mica handicappato come te io, brutta faccia di merda. Così, mentre le autorità sono chiamate ad intervenire, B.G. si trova costretto a telefonare alla madre (Dai profe, la prego, mi lasci chiamare, è un’emergenza) per invitarla a portargli altri due panini. La madre declina l’offerta, il colpevole del furto non si trova, B.G. è inconsolabile. Nella classe degli juniores regna il caos: impossibile fare lezione. In ogni caso, nessuno si era accorto che c’era lezione.

Nell’attesa che le autorità prendano provvedimenti, chi trovasse due panini è pregato di consegnarli alla scuola degli h’aspiranti mekkanici. Ma solo se sono al salame.

CondividiEmail this to someoneShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

gli aspiranti meccanici, nona settimana

Buongiorno profe non sclerare oggi dai, ehi indiano puzzone ripeti, cosa hai detto alla mia profe fì, cmq ciao bellissima perché non mi accetti su fb non sono mica un negro, oh vecio usa un linguaggio appropriato inchilà e tu invece sai che forma ha la figa, no eh sfigato, non l’hai mai vista… Profe non posso fare l’esercizio devo fargli la perqua, l’albanese cazzo mi ha rubato l’accendino ma tranqua ora gli apro la testa, ok ok io smetto di fischiare ma solo se lei si rimette la giacca e poi si decida, o mi mette un + o mi dà un bacio… Profe no, gli occhi assassini no! Piuttosto, vuole che le presti un pettine?

CondividiEmail this to someoneShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter