esami


Viaggiare informati (4)

Pensavo ancora ai miei ultimi viaggi in treno.

A quella mattina piovigginante in cui, in un vagone semivuoto, ero immersa nella lettura dell’Uomo che parla ai cani e non badavo a niente, attentissima a non perdere neanche una parola del mio ultimo maestro spirituale, Cesar Millan. Mentre il dog trainer più famoso (e forse furbastro) del mondo mi stava porgendo la chiave per una relazione felice col mio cane (e magari con i cani degli altri, ché da grande voglio fare la dog sitter, ormai è certo), compare un ragazzetto.

– È libero? – mi fa, indicando il posto di fronte a me

– Certo che no, c’è l’omino fantasma che sta dormendo proprio lì, non vedi la bavetta? – avrei dovuto rispondergli, se non fosse che Cesar Millan esige da me un’energia calmo-assertiva e io ci tengo ad essere una brava discepola, sempre rilassata e nel pieno controllo della situazione.

Il ragazzetto mi fa qualche altra domanda sulla direzione del treno e le stazioni intermedie, dopo di che posso rituffarmi sui principi che sorreggono l’educazione di un cane (esercizio, disciplina e affetto, in quest’ordine).

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(altro…)

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gli aspiranti meccanici, gli esami/3

Le premesse al colloquio finale, naturalmente, sono ottime. Tranqua profe so tutto sono strabravo la tesina l’ho letta sull’autobus, no profe io col cazzo che l’ho studiata, sì profe il discorso lo faccio in italiano non in urdu, tranqua.
Ciuffo medio-basso ma sorriso spavaldo, gli h’ass mekk sono pronti, sebbene non proprio vestiti di abiti seri… Ma chiii profe, io sono un tipo sportivo e vado bene così, ma chiii questi non sono calzoncini corti, arrivano alle ginocchia, calzoncini poi lo dice solo mia nonna! Lo sa che stamattina la mia vecia mi ha chiesto perché non ti metti la camicia e io le ho risposto ma sei fusa non vado mica in discoteca, vado a fare l’esame… Comunque tra poco io non sarò più il suo allievo e lei non sarà più la mia profe, insomma possiamo finalmente uscire insieme, bella storia.
Il via ai colloqui lo dà il sorteggio. Esce la lettera dell’hass mekk che ha appena finito di dire No profe io la tesina non l’ho ancora letta ma tranqua ho tutto il tempo di leggerla mentre aspetto. Naturalmente, prende la notizia di essere il primo interrogato con molta classe – Figli di puttana figli di puttana figli di puttana, dice ai compagni sorteggianti – ma la sua parlantina incanta il presidente e il suo ego stupefacente, come al solito, tramortisce tutti… Certo che ero bravo in stage, infatti volevano tenermi, certo che sono sempre bravo in classe, io sono un leader, ma un leader positivo perché aiuto tutti i miei compagni (soprattutto gli indiani puzzoni analfabeti facce di merda, pensa la profe), però io aiuto e non sono aiutato, per forza, io sono il migliore. La profe ha pure il coraggio di ricordare che nella visita didattica al museo della Grande Guerra ha mostrato un grande interesse (in effetti, era quello che questionava la guida su roie e cecchini e brillava nella competenza di armi). Lui poi ringrazierà, profe sei bellissima, stragentile, ti aspetto fuori dove c’è la tua bici e ti porto a pranzo, ok? (altro…)

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gli aspiranti meccanici, gli esami/2

La prova professionale si apre con un accorato discorso del direttore: ragazzi, o si cambia atteggiamento o qui le cose si mettono male: il presidente di commissione si è molto lamentato, ecc. ecc. Naturalmente, gli h’as mekk si mostrano ottimisti: tranqua, certo che saremo bravi, noi siamo sempre strabravi, anzi i migliori. Non solo ottimisti, anche pieni di buone intenzioni: di fisso io ci metto strapoco a fare il mio pezzo e poi aiuto quel coglione del negro, ma come profe non posso aiutarlo, lui mi ha aiutato in inglese, ma come…
L’officina è il loro regno e qui si assiste alla trasformazione. Camice da lavoro, scarpe antinfortunistiche e occhiali protettivi, gli h’ass mekk si posizionano dietro alla macchina, tuffandosi in un mondo altro. D’improvviso eccoli assorti – sì profe tutto bene, solo che non mi piace parlare mentre lavoro – oppure filosofanti: lo cambio ancora un po’ il pezzo, meglio perfetto che buono, alla fine. Comunque non capisco perché non possiamo uscire io e lei, profe, cosa sono 10 anni di differenza, l’età è solo un numero, ci pensi. Mentre la profe ci pensa, gli h’ass mekk si fanno sempre meno seri: profe venga qui vicino alla macchina ho bisogno di un belvedere, lo sa che in stage lavoravo vicino al calendario con le fighe nude, per oggi però mi va bene anche lei vestita. Ma poi, scusi, lei che cazzo ci fa qui che non capisce un cazzo di meccanica? Allora, di tanto in tanto, provano a spiegare: questa è una fresatrice e io ora sto facendo la squadratura di un pezzo cilindrico, figa profe ha visto come parlo, faccio paura eh… Questo invece è il calibro, se vuoi misuro il diametro dei tuoi occhi che sono splendidi, eheheh, pensi che sarò promosso dopo questa frase?
Otto ore d’esame sono davvero lunghe. Per cui a me mi gira il cazzo stare qui tutto il giorno, e poi che stanco e che sete, allora dai profe prendimi una bottiglia d’acqua inchilà, però non ho abbastanza monete aggiungile te, mi raccomando frizzante e non troppo fredda. Per fortuna c’è la pausa pranzo che fa riprendere fiducia e forze, oltre che un deciso aroma al kebab. (altro…)

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gli aspiranti meccanici, gli esami

Il clima, come di consueto, è pacato. Ciao profe, se non mi aiuti ti uccido e comunque a me di ‘sto esame frega ‘n casso frega ‘n casso frega ‘n casso! Così annunciano ridendo gli h’ass mekk fuori da scuola, immersi nell’eterno gioco Chi la spara più grossa è un figo. Però il ciuffo, di solito altissimo, oggi è un poco più basso, quasi inquieto nelle provocazioni… Profe, ricordati che io so che bici hai, che auto hai e potrei sapere anche dove abiti, ricordatelo eh, comunque bella la camicia, è uguale alle lenzuola della mia vecia, profe ma lo sa che non ho dormito stanotte lo giuro che non ho dormito, ho perfino riletto le sue cazzo di schede, profe io stamattina sono andato a correre, ero teso lo giuro che ho corso stratanto ero troppo teso figa, profe mi aiuterà vero non so niente, profe è il giorno più importante della mia vita, ti prego aiutami tu. E siccome bisogna giocarselo bene il giorno più importante della vita, la classe degli h’ass mekk entra a scuola urlando, si fa largo tra gli altri studenti urlando, sale le scale urlando, raggiunge l’aula d’esame urlando. E qui un commissario impavido fa fare dietrofront all’intera classe, cacciandola fuori da scuola. Imbarazzante bisbigliano ora gli h’ass mekk, mentre la bidella strepita E l’educazione e l’educazione e l’educazione??! Dov’è il presidente, chiamate il presidente, io li faccio bocciare tutti, qui ci vuole il pugno di ferro…!
Si inizia, finalmente. Sulle note di Questo è un esame, ragazzi questo è un esame, ooohhh questo è un esame, avete capito o no?! Hanno capito, forse. Fanno uno strano effetto, gli h’ass mekk, senza cellulare e cuffie giganti, senza focaccia-pizza-patatine-briochina-biscotti-twix-coca-bottigliadilatte, sembrano quasi nudi. Quasi nudi ma sempre con una discreta faccia tosta, anche nei loro sussurri… (altro…)

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