abbraccio


Viaggiare informati (3)

Pensavo ai miei ultimi viaggi in treno.

trenoPensavo a quella mattina in cui tutto girava giusto e sembrava facile. Un sole sorprendente, dopo tanta attesa. Il treno già pronto al binario, poca gente nei vagoni, quel libro delizia che stavo leggendo… Raccontava di una vecchina che scappa dalla casa di riposo per andare a rifugiarsi in un ricordo, in un ultimo tentativo di ritrovare la bellezza. Nel frattempo la giovine rossa di fronte a me sta andando a fare un esame e alla sera avrà il corso di teatro, mentre il giorno dopo alle sette farà un aperitivo con un’amica e forse un amico, sempre che lui si convinca che non è di troppo. (Incredibile come in treno, nonostante la buona volontà, un libro delizia e la testa su un baobab, sia impossibile non farsi i fatti degli altri.) (altro…)

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Un missile di auguri e baci

Metto un piede a scuola e il mio freddo risveglio, là sui monti, si scioglie in una sorprendente, dolcissima festosità. Per capire cosa vuol dire, bisogna compiere 31 anni in una classe di nani alpini.

Qualche minuto dopo le 8, i ragazzini mi mollano sulle scale e corrono in aula. Eh no, è vietatissimo correre per le scale! Poi urlano Te profe non entrare! e mi sbattono – letteralmente – la porta in faccia. La porta in faccia! E te a chi, a me? Insomma. Resto fuori col gemello Emme Frangia, incaricato di intrattenermi. Ha freddo profe?, mi chiede guardando la sciarpa e il berretto. Poi sorride di un sorriso malizioso: Ci vorrebbe qui Gianluca che la scalderebbe eh? Non c’è niente da fare. Che sia un omino alto come Gian Burrasca o un omone in formato aspirante meccanico, la malizia a scuola non è mai accompagnata dal congiuntivo.
Finalmente entro. Nella penombra (si sono dimenticati di accendere la luce), intravedo le bestiole in piedi, alcune battono le mani, altre alzano fogli con una lettera ciascuno, a formare (in teoria) Auguri Profe! A me viene un po’ da piangere e moltissimo da ridere.

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Sulla cattedra, una bella scatola rossa infiocchettata… Ma è la scatola delle meraviglie! Dentro, biglietti e pacchettini, coriandoli e dolcetti. Prima però, la caccia alla chiave. Profeee! Per aprire i regali, prima deve trovare la chiavetta! (altro…)

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Pane burro e cuoricini

Un pomeriggio a settimana, gli amici di Annette hanno due ore di laboratorio con me. Per ora, cineforum. Con il primo film – Billy Elliot – non ci sono stati problemi, anzi, è piaciuto moltissimo. Abbiamo fatto anche un bel cartellone con disegni e pensierini tipo Il film mi a emozionato perché e BELLO lo voglio rivedere, bisogna seguire i tuoi SOGNI e avere CORAGGIO sempre, viva la DANZAAA! Col secondo film, la faccenda si è complicata: volevano sceglierlo loro. E così un giorno… Profe! Ci fai vedere Titanic?! Ti prego! La prego! Sììì, Titanic, sììì! Mi ha spiazzata, questa storia di Titanic. Non ricordavo che la prima media fosse un’età tanto romantica. Eppure la classe ora è in subbuglio, maledetto tramonto sulla prua… Per mostrarmi il coinvolgimento, il gemello Emme Frangia quasi si rotola per terra, il gemello Emme Cresta mi spalaca davanti un poster di un perfetto sconosciuto dallo sguardo fluo (Lo guardi profe, i suoi occhi verdi sono per lei!) e un altro mi porta il dvd, sorridendo ammiccante. Intorno, tutti vociano Titanic! Titanic! Titanic! Sono spiazzata, davvero. Quasi più di qualche mese fa, quando gli aspiranti meccanici volevano convincermi a guardare in classe l’ultimo American Pie e tiravano giù dall’armadio la loro scorta di calendari, sbattendomi in faccia le tette giganti delle adoratissime.
Alla fine abbiamo visto Forrest Gump. Grande disappunto iniziale. Poi arriva la frase Da quel giorno siamo sempre insieme Jenny e io, come il pane e il burro e i ragazzetti iniziano a perdonarmi. Ma mi perdonano del tutto solo alla scena in cui Jenny e Forrest si rincontrano al grande raduno pacifista, dopo il ritorno di lui dal Vietnam. Eh già. (altro…)

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gli aspiranti meccanici, decima settimana

Oh veci, in Pakistan mangiano le talpe e anche i coioni di maiale, giuro che è vero, me l’ha detto un mio amico, e invece te, africano, mangiavi il cervello di scimmia nella foresta, né? Profe scusi ma gli spacco il culo a quel figlio di troia, mi ha provocato figa, oooh cellerino va a cagààà, profeee give me five! Ah, lo sa che sabato sera un mio amico ha picchiato un trans, lo sa che se lei era mia moglie avevamo già 5 figli, lo sa che se non mi accetta su fb le blocco il computer? Profe, ha degli occhi così belli che le daranno la multa, profe è sua la bici sotto la finestra che c’ho appena sputato sulla sella, profe dai mi dia un abbraccio… E stasera a che ora passo a prenderla?

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