Di plagi, pavoni e potenziamento 1


Prima notizia: i ragazzi hanno scritto un tema. O almeno ci hanno provato.

Ma come che notizia è?! Sapete che cosa significa scrivere un tema in quella classe? No? Be’, neanche quella classe lo sa e infatti è il caos.

Qualcuno poi risolve il problema alla radice, copiando il testo interamente da internet, cosa che all’inizio dell’anno mi offendeva terribilmente (ma quanto credono che io sia tonta?) nonché avviliva (ehm… Dove sono io mentre loro copiano?) e pure scioccava (come possono arrabbiarsi e negare quando la pagina del sito da cui hanno trascritto il tema, senza modifica alcuna, è stampata e pinzata insieme ai loro fogli?!).

Adesso invece sono preoccupata. Non per loro, intendiamoci, ma per me… Per la diffidenza che mi abita: ormai quando trovo una frase di senso compiuto o un riferimento storico o il nome di un monumento scritto in maniera corretta (tipo Big Ben e non Big Bang), apro Google e mi metto a cercare… Proprio una brutta persona!

In ogni caso, nell’ultimo episodio di plagio, il colpevole non ha fatto tante storie e mi ha chiesto, con sguardo sinceramente attonito:

– Ma profe… Chi ha voglia di fare un tema? Chi?

Sguardo sinceramente attonito

A quel punto, tutti a lanciarmi quesiti di un certo spessore, quali:

– Ha sentito profe cosa dice A.? Che quando un bambino non riesce a nascere, alla fine esce dal buco del culo?

– Lo sa profe che i pavoni sono in via d’estinzione?

– Ma lei sta con il suo compagno solo per i soldi? (E qui, lo ammetto, ho riso… Ma ho smesso subito, pensando alla faccia di Gianpazienza quando commenta gli articoli che riportano la nuova, grandiosa idea delle istituzioni locali per rendere più efficiente il sistema bibliotecario per cui lui lavora: la creazione dei “volontari della cultura”.) (Ma non potrebbe, la vicesindaca, tenere tali illuminanti conferenze stampa in qualità di “volontaria della politica” anziché di politica? Perché stipendiarla, di grazia?)

Altra notizia: è arrivato un giovane docente di potenziamento a fare compresenza con me per qualche ora. Io sono felicissima di condividere con lui la grande avventura in quella classe e gli sono molto grata del supporto. Subisce ogni sorta di angheria dagli studenti, ma resiste senza un lamento. Che dire, avrà anche lui i suoi segreti…

i suoi segreti

Terza notizia: una mattina, davanti a scuola, c’erano i poliziotti con i cani ad attendere l’ingresso degli studenti. Dai, sospetti sulla classe che ha subìto delle ripercussioni per via dei controlli? Tipo finire in questura? (Ma giuro profe che non era mio… Era del mio socio che… Poi lo sbirro in borghese… Ma adesso la smetto di fare cazzate…) (Tranqua profe, tutto a posto. La mia vecia, quando l’hanno chiamata per venirmi a prendere, si è messa a ridere…) Morale: occhi un poco più vispi, in quella classe.

Ultima notizia: mi hanno chiamata per la prima volta… No, non professoressa invece di profe. Neanche bellissima o splendore, quello lo fanno già di tanto in tanto. Mi hanno chiamata per la prima volta fra’. Fra’ come fratello. Sono ufficialmente entrata nel gruppo!

 


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Un commento su “Di plagi, pavoni e potenziamento

  • mario baldoli

    Cara Bea, assodata la tua compulsiva ricerca del copiato, per ragioni di sopravvivenza. potresti procurarti (farri fare da Pazienza?) un software usato nelle università inglesi. Serve a individuare i pezzi copiati da internet. Lì, esiste però una punizione tale che il poveraccio – di solito arabo – non è ammesso all’università e, se già c’è, cambia facoltà. Ulteriori informazioni saranno a voce nolendo intercettazioni e non fidandomi delle infiltrate. a bientot. marius