Tranqui, è finita! 2


Non ce l’hanno fatta, Ronf e Monetino. O meglio, ce l’hanno fatta a farsi bocciare. Come loro, l’amica delle Parlo e Sparlo e la giovine che in storia non riusciva a studiare le pagine giuste. Altri invece sono riusciti a passare con debiti e un esame da affrontare a settembre. Non è facile, in certi casi, decidere chi passa e chi no. Accettare che qualcuno sia o non sia fermato. Io non sono d’accordo! Questa ragazza vive un profondo disagio… No, non possiamo bocciarla! si è lamentato invano il collega di religione. P. promosso, ma vi rendete conto?! P. promosso, ma vi rendete conto?! P. promosso, ma vi rendete conto?! ha invece cantilenato la prof di economia, con uno sbigottimento che, onestamente, ha invaso tutti.

Yael Frankel.

Illustrazione di Yael Frankel

Giuratemi che almeno a settembre li fermiamo, se sono impreparati! ha esclamato la collega di inglese. Certo… le ha mentito qualcuno. Ma come certo! ha protestato la sbigottita di economia, dobbiamo bocciarli ora, quando mai l’abbiamo fatto a settembre! Ti sbagli, ha ribattuto il prof di diritto, mi ricordo benissimo, è successo nel mille novecento e… A me dispiace, per i bocciati. Anche se sono convinta che sia giusto così. Mi chiedo, però, che cosa faranno, se molleranno, se andranno avanti, ma avanti dove, poi. Anche se non sarà una sorpresa, mi chiedo se soffriranno a leggere sui tabelloni non ammesso/a. Se si sentiranno sbagliati o vittime o se alzeranno le spalle indifferenti. So che Ronf già sa, ma fa finta di niente. Si copre di un’allegria stonata, mi dice ciao bella! quando mi vede, pensando funzioni così. Passeggia per i corridoi spavaldo come un re, ma a piccoli passi, ché il cavallo dei jeans è a metà coscia (non rivedere più i boxer di Ronf…). Potrebbe essere all’università e invece non è riuscito a superare la metà delle superiori. Non crede nella scuola, non crede nei professori, non riconosce il valore dell’una né l’autorità degli altri. Sua mamma dice che la scuola l’ha rovinato. I colleghi che viene a scuola, oltre che per la gita, solo per fingere di non essere un lazzarone, uno che non studia e non lavora. Ronf non dice nulla e in classe ronfa, poi si sveglia e di nuovo si prepara a passeggiare per i corridoi spavaldo come un re. Ma domani? Anche il compare pluriripetente Monetino sa già il suo destino ed è intrattabile. Mi ha detto che ha sbagliato indirizzo, ma che non ha cambiato per via dei compagni. Che voleva fare il programmatore. Che ora andrà a lavorare. A lavorare! Gli farebbe bene faticare, trovasse una fatica da fare. Ma si trova? Tempo fa ho incontrato davanti a scuola dei miei ex studenti, ho scoperto che hanno abbandonato la scuola ma che non trovano lavoro. Da anni. E cosa fate? ho chiesto. Cazzeggiamo, profe! mi hanno risposto ridendo. Già. Cazzeggerà anche Monetino, come hanno cazzeggiato i meccanici con la qualifica, prima di tornare a scuola a prendere il diploma. Cazzeggerà come cazzeggiano 650mila giovani in Italia, con o senza titoli.
Comunque. La maggior parte dei ragazzi è stata promossa con buoni voti e quasi tutti sono sfilati occhi bassi davanti a me, il giorno dopo gli scrutini, impazienti della soffiata…

Adriana Auezada

Illustrazione di Adriana Auezada

Profe, scusi, mi può dire se sono rimandato? Si ricorda quanto ho in economia? Ma ho il debito o solo la lettera? Però non sono bocciato, né? Io scuoto la testa pronta a deluderli: Non si può dire niente fino all’uscita dei tabelloni, lo sapete… (Ma profe, cosa succede se parla, va in prigione? mi chiede P.) (P. promosso, ma vi rendete conto?!) Allora se ne vanno, in cerca di altri informatori in quel caos festoso che è la scuola a giugno… Il giorno della creatività, con i concerti, le esibizioni, le partite, i banchetti e la beneficienza. Il giorno dello spettacolo teatrale con i compagni recitanti d’improvviso fenomeni. Un gelato insieme. Alcune foto. Molte chiacchiere. I compiti delle vacanze! (Tre libri da leggere: Nooo! Tre! Nooo! In una sola estate? Ma io non ho mai letto tre libri! E in questa lista non c’è il numero delle pagine, profe… Ah, ma di questo ho visto il film, bella storia!). La solita risposta, da sempre, per quella domanda dolceamara: Ma lei ci sarà l’anno prossimo? Qualche lungo sbadiglio di noia perfino nella festa delle ultime ore, qualche sospiro di sconforto per lo stage che comincia già lunedì. Tanti tranqui, profe! I progetti per le vacanze… Qualche Grande Sonnambulo andrà in Sardegna o a Rimini, altri in piscina, qualcuno studierà per la patente. Molti sognano una parentesi estiva piena della loro India o Africa o Est Europa, sognano un sogno che resterà sogno.

Anuska Allepuz

Illustrazione di Anuska Allepuz

Infine i saluti, in cortile. La preside al centro, a ringraziare e ricevere applausi. Siamo in 2600, tra tutte le scuole! (Yuuu!) Grazie a tutti per… (Yahooo!) Sono preside di questa scuola da 25 anni… (Yeee! Faccela vede’ faccela tocca’!). Il trambusto finale, la guerra con le bottiglie d’acqua, la fretta di uscire incontro all’estate.
Vado anch’io. Senza più registro elettronico, senza più libri, ché non erano i miei. Lascio una relazione in segreteria, le firme sui quattro contratti dei cinque mesi, le prove archiviate in biblioteca, qualche voto su un tabellone che non è ancora uscito. Prima di andarmene, dico mille volte Ciao! Sorrido. La preside radiosa mi bacia a sorpresa con uno schiocco di Auguri! Io dico Grazie, ma vorrei dire Tranqui, preside. È finita. Finisce sempre. Tranqui, ora sono in vacanza. “In vacanza”.


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2 commenti su “Tranqui, è finita!

  • Silvia e Pietro

    Sei sempre stupenda….anche nell’amarezza del momento, nel grande punto di domanda che OGNI SANTA VOLTA, ingiustamente aggiungo io, ti ritrovi ad affrontare……….ma il mestiere di zia non finisce mai!!!!! E noi siamo sempre con te e ti vogliamo bene, cara zia Beatrice!!!!