Genitori, rivolta, cannonardi 2


Tre cose, tra le altre.

La gita
Profe, le manderò un bacio da Amsterdam… Me l’ha detto senza guardarmi, l’aspirante ragioniere romantico, con le stampelle già puntate alla porta (ben due calciatori infortunati e quattro stampelle, nella classe dei Senza Filtro). Tranqua profe, alla ganja ci penso io, si è affrettato a rassicurarmi Ronf, svegliatosi di colpo all’odore della campanella di uscita. Poi arrivederci e buone cose e le piacerebbe anche a lei eh e via, è tempo di gita. Certo che piacerebbe anche a me una parentesi di Europa! Invece no, io resto al solito posto con un pezzettino-ino-ino di classe ad affrontare la settimana più inutile della storia. Ma è un attimo e i banchi sono di nuovo tutti occupati da grossi zaini pieni di chissà, sicuramente non dei libri giusti.
Dai, raccontatemi della gita! Com’è andata? (Bene) Quale città vi è piaciuta di più? (Tutte) Perché, cosa vi ha colpito? (…) Niente da fare, nella classe dello squash, le mie palline di domande continuano a rimbalzare, tornandomi indietro dritte dritte in faccia. Vabbè, proviamoci con i più giovini.
Ragazzi, voglio sentire di una scena indimenticabile!
Sì profe! S. che resta incastrato col piede nella porta scorrevole… E il travone che gli sputa addosso, perché lui gli aveva urlato… (non è vero! non è vero! non mi ha preso!)
Lasciamo stare. La città più bella che avete visto?
– Amsterdam!
– Perché, com’era?
– Da pora!
– Perché da pora?
– Le vetrine, profe! Le vetrine…
– Mhm… E poi?
– Poi che tutti andavano in giro con i cannonardi… Da pora, profe! Vuole vedere le foto? E questo video, profe, lo guardi….

Correre con i cannordi... Da pora!

Correre con i cannonardi… Da pora!

 

I colloqui generali
Finora li avevo fatti solo una volta, i colloqui generali. Correvano i tempi degli aspiranti meccanici. Di quel giorno, ricordo una signora africana dall’aria simpatica. Un’altra, albanese, dal viso stanco. Avrei preferito vedere suo marito, in realtà. Giusto per capire che faccia ha uno che dice, a cena, ai figli (i quali riportano, in classe, alla profe): I froci bisognerebbe ammazzarli tutti con una fucilata nel culo! Poi ricordo la mia collega di inglese che picchiettava sull’iPhone: gli h’as mekk non erano un granché seguiti e di genitori ne avevamo visti pochissimi.
Ma ora!  Ora chissà! Ora siamo in un’altra scuola, è sabato pomeriggio e piove (i colloqui generali di sabato pomeriggio… Sentito ancora un atto di tale perfidia?). Ora sono molto preoccupata! Sento che sono nel posto sbagliato al momento sbagliato e ho in faccia scritto Ehm e dovrò impegnarmi per essere spietata, che io direi solo cose belle.
Alla fine, il tempo è scivolato via indolore e quasi veloce, un genitore dopo l’altro. Ecco quelli che non scorderò.
La mamma grintosa
È la genitrice di Mi Sale Il Crimine, che decide di raccontare di lei del figlio delle figlie del marito di incidenti malattie nervosismi e altro. Occhi azzurri abbaglianti, una tale carica. Rinascessi, vorrei assomigliarle almeno un po’. E avere la sua stessa piega perfetta.
I genitori accompagnati
Immaginate di trovarvi davanti a Monetino Il Gigante, occhi bassi, accanto al padre, stessa stazza ma nient’affatto allegro. Oppure a una Parlo E Sparlo ammutolita. Robe da matti.
I coniugi commossi
Lei (con sorriso commosso): Me l’aveva detto, mio figlio, che aveva una supplente giovanissima! Sì sì! Lei è proprio uguale alla mia Franci, la mia figlia più grande! È vero o no?
Lui (con sorriso più imbarazzato che commosso): In effetti…
La mamma aggressiva
Io questa proprio non l’ho capita, nei temi si parla di cose private, come ha potuto dare 5 e mezzo a mia figlia? Come si è permessa? Mia figlia è sensibile, forse non lo dà a vedere, ma così sensibile…

Ora statemi bene a sentire, professoressa Baobea! Mia figlia è molto sensibile ed è un vero talento a scrivere!

Ora statemi bene a sentire, professoressa Baobea! Mia figlia è molto sensibile ed è un vero talento a scrivere!

 

La conferenza
Per la precisione, un percorso storico-rievocativo multimediale su L’Italia tra Passato e Presente. Interessantissimo. O forse no.
I miei fuoriclasse dello squash scelgono le ultime file dell’ampia aula magna. Aspettiamo. (Profe, le leggo l’oroscopo intanto? Non prenderà mica appunti, eh?) (Certo che li prendo!) Si inizia. In silenzio, ascoltano. O forse no. Hanno l’aria sempre più straziata, in effetti. Vicino a me, lo studente che non è mio studente fa scricchiolare il pacchetto di cracker, che tenta di tirare fuori di soppiatto ma che gli rimane a metà strada causa nostri sguardi che si incrociano. Mi sorride. Poi mi dice: Lo sente come parla? Fa addormentare. Giuro. In realtà, tra slide, stacchi musicali e la chiarezza del relatore, l’incontro è davvero avvincente. O forse no. I miei studenti iniziano a lanciarmi sussurri di soccorso. Profe è pesantissimo, profe quando finisce, profe non ce la faccio più, profe quando andiamo, profe sfollo. Giuro. Poi una ragazza mi chiede, agitatissima: Il titolo della conferenza è 1861-2011, è passata più di un’ora e mezza e siamo al 1859… Profe, cosa facciamo? Facciamo che a un certo punto la presentazione finisce. Ma si apre il dibattito (nooo!). Modera un docente dai toni impetuosi. Se nessuno studente interviene, siamo perduti: è certo. Nessuno interviene. Ahi ahi, qui si mette male… Ragazzi! Dai! Non avete niente da dire? Macché. Finalmente qualche eroe si alza dalle prime file. Sono studenti del liceo e ci resto un po’ male. Allora incoraggio S., il più coraggioso tra i miei, a prendere la parola. Ma è furente, S. Mi dice che se si alza, è solo per dargli uno schiaffo, al professore dai toni più che impetuosi. Intanto suona la campanella della ricreazione. L’impetuoso sta ancora incalzando. La mia classe si sta incazzando, invece. Rumoreggia. Attende. Protesta. Rumoreggia un po’ più forte. Poi uno fa: Basta! e si alza di scatto, seguito dai compagni, che marciano compatti verso l’uscita. Finalmente combattivi, i campioncini dello squash! Risoluti e rivoltosi! Per forza… È l’ora della riscossa ricreazione! 🙂

Basta tagli alla ricreazione!

Basta tagli alla ricreazione!


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