Tra scimmie e mucche… I libri


L’altro giorno, sono entrata in classe con uno scatolone di libri per le scimmie urlatrici. (Sì, è una buona notizia: anche le scimmie urlatrici leggono.) Inizialmente, avevo pensato di portare una lista di libri, ma mi sono subito figurata Emme Cresta dirmi Pota profe, non ho soldi per comprare un libro, ho dovuto prendere una scaletta per baciare le tipe stanghe, una scaletta strabella eh, piena di brillantini verdi in tinta col mio orecchino e… Poi ho immaginato Emme Frangia aggiungere No, non esistono biblioteche qui, ok forse sì, ma mica pensavo prestassero libri, comunque lo sa che domenica abbiamo vinto la partita e bla bla bla… Ho perfino visto due piedini spuntare da uno zaino gigante: Ugo era tuffato a testa in giù alla ricerca del libro perduto. No no, niente lista. Allora ho osservato le decine di copie della scuola de I ragazzi della via Pal e ho pensato a una lettura collettiva, ma ecco reminiscenze di un’infanzia con squarci narcolettici (la voce paterna, il libro Cuore, quest’altro sonnifero ungherese…). 8Insomma. Unica soluzione trovata, presentarmi con 25 libri della biblioteca cittadina. I ragazzetti hanno accolto benone la novità, mostrandosi eccitati come – indovina indovinello – scimmiette urlatrici. (Ancora una buona notizia: le scimmie urlatrici possono eccitarsi anche per i libri)
Prima della consegna, però, alcuni chiarimenti. Questi libri sono della biblioteca, li ho presi a mio nome, trattateli bene – avverto. E subito, Emme Frangia: Ah ma profe, sarà dura, noi abbiamo una sorellina piccola, quindi… Naturalmente i gemelli non hanno sorelle, figuriamoci se non lo so. Mio malgrado, so perfino quanti caffè beve al giorno la loro audace genitrice, come potrei non sapere che ha messo al mondo quattro figli, tutti maschi, tutti della stessa stoffa (urticante)? È semplice. Se mi consegni il libro rovinato, sarai costretto a ricomprarlo – gli dico (mentendo). E subito, Emme Cresta: Ah ma non è giusto profe, se non siamo noi a rovinarlo… E poi pensi se il cane… Mon dieu, il cane. Il cane! Se il cane ci fa la pipì sopra, tu ne ricomprerai almeno due, di libri, CHIAROOO?! L’unica cosa chiara, è che il gemello Frangia ha l’occhio luccicante: Ma te scusa… Ma Lei scusi, come fa a sapere se noi leggiamo davvero il libro? Om Shanti… Om Shanti… Farete una scheda. E lui: E se la copio? Per un attimo, ho pensato di rispondergli: se la copi, C-A-Z-Z-I T-U-O-I! Per un altro attimo, ho pensato di prendere a testate il muro. Invece, terribilmente Om Shanti, ho replicato: Sarebbe un rischio, perché ne parlerai ai compagni, della tua interessantissima lettura. Poi i gemelli hanno chiesto se esisteva un film per ogni libro che avevo portato. Poi i gemelli hanno preso una nota. Voilà.
La consegna dei libri, comunque, è stata un vero successo: prima il sorteggio, poi un eventuale scambio. L’amoroso di Elisa si è conquistato Pippi Calzelunghe. Tutta la classe ha riso, lui ha scosso seccato la scodella bionda e ha scambiato il libro con qualcosa che lo rappresentasse meglio: Lo hobbit. E ha scosso soddisfatto la scodella bionda. Ma Ugo?! Ugo era assente, insieme ad altri due bambini. Tre assenti, tre libri rimasti, una possibilità su tre di prendere proprio quel libro e di far ridere tutti. Alla lezione successiva, la suspense. Perché, prima di avvicinarsi per il sorteggio, Ugo si china a raccogliere due matite finite a terra. Nell’alzarsi, però, gli cade la sedia, causa zaino gigante appoggiato alla spalliera. Ma nel rimettere a posto la sedia, gli cade la colla. Nel raccogliere la colla, gli ricasca la sedia. Nel raccogliere la sedia… Molto tempo dopo, quando l’Ugo Show ha fine, possiamo fare il sorteggio. I compagni sono in silenzio, in attesa. Rideranno, non rideranno? Rideranno! Ugo sceglie proprio quel libro! Mi guarda, sfoderando i dentoni. Io ricambio il sorriso: Vedrai, Ugo… Ti piacerà, Memorie di una mucca! Suona la campanella e, mentre gli altri urlano saltellando via, da perfette scimmie urlatrici, lui traffica e traffica. Mette il libro nello zaino gigante, lo zaino gigante in spalla e, voltandosi, se ne trotterella via. Io mi distraggo un momento e poi sobbalzo per lo stupore… Toh, guarda uno zaino che cammina!

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