Pota, la nota no


Due notizie.
La prima è che una neve meraviglia ha imbiancato i monti, per la gioia mia e dei nani. Ora loro stanno sempre col naso fuori dalla finestra a verseggiare: Resisti oh neve, non scioglierti al sole, resisti oh neve…11 Io invece piagnucolo di fronte alla vettura da dissotterrare. La guardo spaesata, faccio un buco sul vetro coi guanti da sci e parto… Rispondendo alla chiamata di un’amica: Sì sì, sono io quella che è appena passata ricoperta di neve!
La seconda notizia è che Annette ci ha messo lo zampino. Già, Ugo non è finito in collegio. Ieri era a scuola. A scuola, ma senza diario. Però l’hai fatta firmare, la nota? dico io, nella rassegnata attesa della menzogna. No! rispondono lui e le maxi palette, candide. Come no, Ugo? Pota profe, poi le prendo… Ti prego, la prego, non posso farla firmare! Ti prego… Si alza, corre verso di me con le mani giunte, s’inginocchia: ti preeego! Come di consueto, io strabuzzo gli occhi. Intanto il gemello Emme Frangia mi mostra la sua, di nota firmata per mancanza di compiti e poi si affretta a copiare i compiti del giorno dalla sua vicina.
Nelle ore insieme, Ugo mostra grande partecipazione. Vuole farsi perdonare. Profe, né che la fonna del pirata si chiama piratessa? sarà una delle sue ventisette domande. Sosterrà pure di aver capito la morale della favola letta: i piccoli sono più intelligenti dei grandi. Dall’allegrissimo spalancamento del becco, è chiaro che si sente molto piccolo. È chiaro anche che questa non è la giusta morale. Ma lui non molla. Profe! 12Guardi che io sono un bambino intelligente, infatti quando mia mamma mi ha palpato il diario per vedere se avevo preso una nota (pare che io dia note tridimensionali), ho fatto un’espressione pensierosa ma non troppo, così non si è insospettita. Lei comunque… Oh cielo. Ugo, ti sembra intelligente raccontare questo all’insegnante che ti ha dato la nota? Nuovo spalancamento del becco. Poi Ugo tira fuori il diario che aveva dimenticato e si volta a conversare con la neve che gocciola.

Alla fine della lezione, lo chiamo da parte.
– Ugo, mercoledì voglio la nota firmata.
– No!
– La nota firmata, ho detto!
– Ma profe! Ti prego! La prego! Mi faccio interrogare, faccio diecimila esercizi, no dai facciamo dieci, scrivo un testo, tutto quello che vuole… Ma la nota no!
– La nota firmata, ho detto!
– Profe… Mia mamma me le dà… Non posso fare il campionato… Mi manda in collegio… In collegio, profe! Faccio diecimila esercizi, no dai facciamo dieci…
– Stai tentando di impietosirmi, Ugo?
– Sì.
– Ma te la sei meritata o no quella nota?
– Eh… Eh… Eh pota! 

Quali argomenti, di fronte al pota di Ugo? Annette, almeno tu, non abbandonarmi!

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