Però


Quanti però, là sui monti con Annette! Stati d’animo che si contrappongono, strazi che si fanno spassi, burle e (tentativi di) serietà. Ti credi perduta ed ecco sbucare un però… Fiu, sei salva!
Quando piove, a novembre, qui non è triste: è angoscia. Però col sole le sfumature di bosco si fanno infinite e il mio umore scintilla stupefatto da tanta bellezza.
Quando rifletto sui costi-benefici della mia scelta, se sono onesta, arrivo a un’amara conclusione. Però, prima delle scimmiette in classe, capita che mi salutino le mucche al pascolo. E spuntano i benefici. Presto, però, si riaffacciano i costi. La bambina Quesito mi chiede, in pochi minuti, del criceto, della spesa, di Hotel Transylvania, del Natale, dei piercing di suo fratello, della mia borsa, del cucciolotto, della cioccolata calda, dei dolcetti che non le piacciono, del… Però non posso staccarle la testa. Non dopo il suo biodisegno di pace.

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Ugo intanto consegna il tema scuotendo la testa: Sono stato scarso profe, ho avuto un calo di zuccheri. Però non è che quando il suo tasso di glucosio è a posto, lui scriva in modo sensato. Ora chi ha il coraggio di affrontare il suo testo? La buona notizia, però, è che il gemello Emme Frangia – offeso per essere rimasto due ore fuori dalla porta – non mi parla. Però mi importuna senza sosta tramite Miss Apparecchia, incaricata di leggere i suoi bigliettini. Cose tipo: Sono arrabbiato con te e comunque il quaderno coi compiti non celo. Celo, cielo! Ugo e il gemello Emme Frangia! Li faccio a cubetti? Li trasformo in polpette? Li appendo a sventolare da una vetta, con l’eterna condanna di studiare l’ortografia? Però ecco che trovo un foglio in borsa. Due firme – le loro – e un messaggio: Gli vogliamo bene! Grazie. Rimando i cubetti a domani. Adesso mi viene da ridere.
Suona la campanella, ho un certo languorino e voilà!, ricevo dal mio piccolo Ambrogio non un Ferrero Rochet, bensì un Pocket Coffee, che mi piace di più. E allora ringrazio a voce alta: Che geeentile che sei, Scodella Bionda, che gentiiile! Però non c’è verso: Elisa resta sorda. E lui non avrà mai il coraggio di offrirle un cioccolatino. Eppure, ripetono tutti da quando abbiamo visto Forrest Gump, La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita. Magari domani Elisa e Scodella Bionda si fidanzano! Però che Emme Frangia cela, il quaderno coi compiti, e che Ugo impari a scrivere, no, non capiterà… Forrest, è meglio che te ne faccia una ragione.

P.S. Però, profe, guarda come sono bravo a disegnare! Cn afeto. Ugo

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