Un frate di tre cotte (5)


Tu hai messo fiore in regalo? – mi ha chiesto l’altro giorno Fra Mandorla, con un sorriso grande. – Ma sì! Oggi è festa molto importante! Non parlo per me, io consacrato, ma fuori molto importante! Tutti vanno giardino pubblico o cinema o…

Non ci posso credere. Non mi sono ancora seduta e sono già pronta a dargli l’ennesima delusione… Dopo il problema fede, dopo l’infinita grana della convivenza senza matrimonio, ci mancava San Valentino…

Come tu non festeggia sempre? Quando tu ultima volta che hai messo fiore in regalo? – Fra Mandorla ha l’aria stravolta, ora.

Non ci posso credere! Mi sono appena seduta e sono già profondamente complessata. Quand’è stata l’ultima volta che Gianpazienza mi ha regalato dei fiori? Oh cielo, cielo, quando?! Un bocciolo d’amore, teneri languidi odorosi petali…

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Quand’è stata l’ultima volta? Quell’impiastro! No, ma stasera mi sente… E mentre i miei pensieri fumano di disappunto, il frate ha già intavolato una lezione di agiografia.

Come tu non festeggia? Valentino era italiano! Era un martirio italiano! E…

Non riesco a seguirlo… Quindi non mi merito neanche uno stupido, misero, stramaledetto fiore, eh? Quindi… Mi blocco. Ho sentito bene?

Ehm… Coito?

Sì, coito!

Coito?

Chi se l’aspettava? Tu sei lì che pensi ai fiori, seppur mancati, mentre il frate traccia la vita di un santo e d’un tratto il discorso vira bruscamente sull’accoppiamento sessuale. Bisogna che mi documenti… Quale vita licenziosa avrà avuto questo Valentino da Terni?

Ma sì, coito! Come quando gallo e gallina…

Non saprò mai che cosa voleva raccontare il sorprendente frate perché alla fine, vinti dalle incomprensioni, abbiamo cambiato argomento. Siamo approdati al capitolo sentimenti, l’unica cosa che, a suo parere, aiuta davvero i malati. È un tema che gli sta molto a cuore, me ne parla spesso.

Io sono un pastore e io vorrei che i malati vivono come un umano, loro muoiono come un umano. I malati in mondo, ma anche qua, perché qua loro sono ricchi di soldi ma sono poveri in sentimenti, loro muoiono nella solitudine.

Siccome non è mai sicuro che io capisca, ripete e ripete.

– Io non penso lontano, io penso vicino. Io vorrei che loro vivono una vita umana e loro muoiono una vita umana, che hanno una vita con una parola consolatoria, che hanno un paradiso presente, poi un paradiso futuro.

E invece sono soli, i malati, senza madre e padre e amici e amore. Perfino in una grande struttura del ricco occidente, sono troppo spesso soli. Così almeno sostiene Fra Mandorla.

– Dove parenti, dove amici, dove conoscenti? Sempre i malati guardano la porta, chi viene.

Illustrazione di André Neves

Illustrazione di André Neves

Ma loro vivono e muoiono come un animale, senza religione…

(Parentesi mia protesta)

– No, io non dico che loro devono avere religione ma devono avere una vita umana perché il paradiso è lontano.

(Su questa cosa del paradiso lontano ci siamo riconciliati)

– Io ho navigato e io ho visto tanti malati in mondo, tanti bambini senza i vestiti, loro muoiono su un marciapiede senza tutto, senza nome, in Africa forse anche senza bara. La vita è così, ma non è così… Fra Mandorla si inceppa. Poi sospira: Che peccato, gli italiani…

Che peccato?

– Sì, quando tu entri in ospedale per visitare un amico, un’amica malato tu vieni qua, tu parli la voce alta e poi tu ritorni a casa, tu non guardi gli altri… O forse tu guardi gli altri ma senza interesse. La vita è così.

La lezione si chiude sotto il segno del sospiro mesto. Mentre lui chiude la porta, io alzo il cappuccio della giacca cercando un argomento di conversazione leggero per attraversare insieme corridoi cortili atri.

– Stasera, Fra Mandorla, vado a yoga…

– Tu droga?

– No! Ho detto che vado a yoga…

– Tu yoga o tu droga?

– Yoga! Sai la disciplina…

– Sì ma tu yogare o drogare?

– …

La vita è così: senza fiori né sentimenti né interesse. Eppure, tra coiti e droga, con Fra Mandorla c’è sempre il rischio di un sorriso.

Illustrazione di Klaas Verplancke

Illustrazione di Klaas Verplancke

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