Un frate di tre cotte (4)


Olandesi hanno la pelle aranciata e i capelli bianchi come nuvola in cielo, vero? Tu sai una vita da bufalo? Sì sì, io capisco la parola “avvoltoio”… Tu hai visto bambino di Africa morto vicino avvoltoio? Tu hai visto tribù di Cina che ha lasciato genitori morti in campo per avvoltoi?
Ebbene sì, ho ricominciato le lezioni con Fra Mandorla. Tempo fa mi aveva telefonato per chiedermi: Tu libera? Tu libera per italiano? Allora ciao, ci vediamo un giorno. E un giorno, infatti, il corso è ripartito.

Illustrazione di lilismithwick

Illustrazione di lilismithwick

A causa di lavori interni all’ospedale, siamo stati rimbalzati da una stanza all’altra, abbiamo attraversato corridoi cortili atri e abbiamo girato tante chiavi in tante toppe, e mai una volta che il frate avesse la chiave giusta. Abbiamo fatto lezione guardandoci da una fessura di un polveroso muro di schedari in riordino, ma anche comunicato con il linguaggio dei segni, ché eravamo nella stessa sala di un partecipato, rumoroso seminario. Al che mi sono arrabbiata…
Non si può fare lezione così, Fra Mandorla! Non si può, non va bene, adesso vado a parlare con qualcuno, adesso…
– Cosa? Tu parla a chi? Oggi qui riunione, ma ieri…
– Anche ieri riunione! Anche l’altro ieri! Sempre riunione! Adesso…

Conclusione, siamo finiti a fare lezione in chiesa. Oh! Finalmente un po’ di pace. Il silenzio, però, ha spiazzato perfino il fraticello, che osserva: Tu non porta più cansioni, perché tu non porta più cansioni? Va bene, riapriamo le parentesi musicali.
Di solito sto attenta nella scelta, ma ieri, un po’ distratta, gli ho proposto L’anno che verrà. Arrivati a sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno ho aggrottato la fronte, a ogni Cristo scenderà dalla croce ho guardato il soffitto, a e si farà l’amore ognuno come gli va ho sorriso, ma molto molto sotto i baffi. Poi eccoci a anche i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa età… Fra Mandorla ride di stupore e io di sollievo. Gli chiedo quindi quale trasformazione gli piacerebbe che portasse il nuovo anno, lui mi gira la domanda e io, non volendo apparire troppo autoreferenziale, accenno alla fine delle grandi piaghe che affliggono l’umanità tutta. Niente da fare, a metà arringa, mi blocca. Tu sposa nuovo anno?

Illustrazione di Ichiro Tsuruta

Illustrazione di Ichiro Tsuruta

Il suo sorriso è grande. La mia indignazione pure. Ogni volta! Ogni santissima volta! Per quale motivo Fra Mandorla non si rassegna? Per quale motivo io non gli chiedo di giustificare la sua scelta di castità (che, diciamolo, è cosa curiosa almeno quanto la convivenza senza il sacro vincolo del matrimonio) e lui non mi dà pace? Tu non vuoi sposare, tu non vuoi fare figlio? (Ma mica si può solo se…) Lui anche non vuole? (Ma no…) Lui ha altra amica allora? (Oooh! Cazzo dici adesso, frate?) Voi non volete relazione lunga allora… Ma come! Cooome!
Andiamo avanti così, lui a questionarmi, io a inalberarmi, fino a quando mi dice Io capito e si mette a raccontare la storia confusissima di un’altra italiana che ha conosciuto. Piano piano la storia si svela. Lei è più o meno mia coetanea, non è sposata ma ha due figli. Due bambini avuti da due uomini diversi. Un figlio è bianco. L’altro nero. Uno bianco, uno nero! Fra Mandorla ride, ripetendo: Uno bianco, uno nero!
Me ne vado incredula, rimuginando su che razza di persone mi tocca incontrare, su questo frate con gli occhi a mandorla convinto che non sposarsi significhi figliare creature di colori diversi. Vado a casa pensando che mi sono stufata di dover giustificare, o anche solo spiegare, come vivo. Dalla prossima volta, è deciso, inizio a portargli le canzoni che ascolta Gianpazienza di tanto in tanto…

Illustrazione di Susanna Rumiz

Illustrazione di Susanna Rumiz

… Si discuteva dei problemi dello stato/ si andò a finire sull’hashish legalizzato…
Allora io gliela porto, eh.
… Che bello/ due amici una chitarra e lo spinello/ e una ragazza giusta che ci sta/ e tutto il resto che importanza ha?…
Allora siamo d’accordo, io la metto a tutto volume e le odorose note riecheggeranno potenti in ogni angolo dell’ospedale, accarezzeranno i malati, avvolgeranno la chiesa e saliranno su, verso le campane e il cielo…
…Che bello/ col pakistano nero e con l’ombrello/ e una ragazza giusta che ci sta/ e tutto il resto che importanza ha?…
Già me li vedo tutti a ballare, anche i bambini di due colori e una sola madre, anche le tonache nere dei frati, e sì, sorrideranno tra volteggi e sbuffi pure i riti, le regole, i vincoli… Allora è certo, la prossima volta sarà Una storia disonesta.

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