Non sempre la merda è una notizia?


C’era un volta mio papà che leggeva la Repubblica. altan_scalfari_espressoFin dalla notte dei tempi, dovete sapere, mio papà legge la Repubblica. Dal 14 gennaio 1976 ad oggi, tutti i giorni per lunghi momenti, lui ha la testa infilata dentro il formato tabloid del secondo quotidiano d’Italia. E badate bene, tutti i giorni significa tutti i giorni a parte quando è in viaggio, ma quando è via lo fa comprare a me e recupera al ritorno. Quante telefonate dall’aeroporto mi ha fatto mio papà a causa di Eugenio Scalfari, io non saprei dirvi.

Ciao, sì sì tutto bene, sì stiamo partendo adesso, senti, ti ricordi di comprarmi la Repubblica? Come no? Come non sai se ti ricorderai? Ma insomma! Non fare la scioccona! Certo, anche la domenica… Soprattutto la domenica! La domenica scrive Scalfari! Allora ti ricordi? Poi ti rimborso, eh. Ah! Mi raccomando non stropicciarli…

(Mio papà desidera schiudere un giornale intatto, liscissimo. Durante le sue assenze, l’incubo di non scordarsi di comprare la Repubblica, soprattutto la domenica, si sommava all’incubo di non rovinarla).

Per non parlare dei suoi messaggi da ogni angolo di mondo…

Beep beep. Hai comprato la Repubblica?

(Noooo! Merda, la Repubblica! Ho dimenticato di prendere la Repubblica, noooo! Driiin… Driiin… Ciao Giuli, non è che hai qualche Repubblica a casa? Driiin… Driiin… Ciao zia, per caso hai comprato la Repubblica oggi? Driiin… Driiin…)

Comunque. Ancora prima di farmi giovinetta e aprire quelle stesse pagine, prima di sedermi su un’amaca e innamorarmi di alcune firme… Prima dell’allarme Ricordarsi-di-comprare-Repubblica!, prima di sentire mia mamma dichiarare che avrebbe chiesto il divorzio a causa delle pile e pile di giornali che arredavano camera loro… Ebbene, ancora prima di questo, io l’avevo capito. Bastava, d’altronde, guardare il volto assorto di mio papà intento a farsi la sua dose quotidiana per sospettare che leggere la Repubblica fosse una faccenda serissima.

Gli anni passano ed è tempo di internet, poi del web dinamico, quello 2.0, e i wiki e i feed e i blog e le chat e.. Oh yeah! Signore e signori, ecco a voi… La Repubblica.it!

Dai dai! Proviamo a navigare un momento insieme in quel mondo in diretta, 24 ore su 24… Su su!. Prendiamo un giorno a caso, tipo il 4 aprile, e guardiamo qualche titolo a caso, l’immagine allegata e facciamo qualcosa di molto 2.0, leggiamo pure il primo commento del primo perfetto sconosciuto che dice la sua sotto la notizia. Quello che avrete è… Signore e signori è…

 

A Padova un’agenzia di moda seleziona personal shopper per lo sceicco di Dubai. In palio 100 euro al giorno e shopping illimitato

sceiccosticazziG. S.: shopping illimitato… e decenni di rivoluzione femminile buttati nel cesso


Bere un caffé in sella al cavallo: ecco il bar aperto a tutti gli animali

cavallo caffèM.T.: pensa se il cavallo si mette a cagare dentro al bar…

 

La confessione di James Franco: “È vero, ci ho provato con una 17enne usando Instagram”

j brrrrM.R.: E io che sto 24h su 24 su instagram perché non ho avuto questa cacchio di fortuna???

 

Il selfie di Renzi con Dolce e Gabbana a Londra

selfie renziF.F.: Perchè in Italia i primi ministri si fanno le foto con gli evasori fiscali….buffone

 

E pensare che voleva solo recuperare il telefono

due bocce nel tombinoF.R.: Ma siete una succursale di Tua madre è Leggenda?

(E subito sotto A.B.: co quelle du bombe difficile che ci passi)

 

Ricapitolando. Mio papà, la Repubblica, una faccenda serissima. E poi. I cavalli al bar, le personal shopper venete con lo sceicco e du bombe nel tombino… Ah, un attore hollywoodiano che si dice imbarazzato e i selfie con le faccione intelligenti.

Potevano risparmiarselo: non sempre la merda è una notizia, scriveva Michele Serra sulla versione cartacea dello stesso giornale, qualche anno fa.

sig. rossi pensieroso_1Ma che, Serra, sfotti?!

 

P.S. Vi dico un segreto, ma mi raccomando siate discreti che è roba che scotta… So che faticherete a crederci. So che non pensavate potesse esistere qualcuno che lo fa davvero. E invece! Mio papà legge, la domenica, l’interminabile editoriale di Eugenio Scalfari dal primo all’ultimo rigo. Non salta neanche un capoverso. Lo legge tutto. TUTTO!

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