adulti


Giacomo d’India

L’Istruzione Adulti non è solo un gruppo di donne fantastiche, è anche una piccola minuscola classe, due sere alla settimana, in una scuola che si affaccia sul traffico della provinciale, da un lato, e sul rumore del fiume, dall’altro. In questa piccola minuscola classe c’è anche lui, ragazzo indiano quasi maggiorenne, da due anni in Italia. Appassionato di cricket e di Bollywood, dopo gli studi sogna di aprire un negozio di frutta e verdura.

Illustrazione tratta da “Non piangere, cipolla” di Roberto Piumini e Gaia Stella

Benché semplice da pronunciare e indossato pure da un famoso artista americano, il suo nome non risulta comprensibile alle signore anziane con cui, di tanto in tanto, gioca a bocce nel piccolo paese montano dove abita. Le signore anziane dei piccoli paesi montani, però, sono piene di risorse, così il ragazzo è stato ribattezzato senza tante storie Giacomo. (altro…)

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Di donne fantastiche e metallurgia

L’Istruzione Adulti, per me, vuol dire un gruppo di donne straniere riunite, una mattina alla settimana, nell’aula di una scuola incastonata tra piccole officine e grandi stabilimenti. Percorrere i tornanti di questi luoghi, signore e signori, è un’esperienza ad alto rischio stupore e sgomento… Impossibile restare indifferenti nel varcare i confini del ricco Regno della Filiera del Metallo: ti guardi intorno e scopri che davvero tutti (ma tutti) gli spazi fisicamente occupabili di questa valle sono stati via via erosi nei secoli da capannoni, fabbriche e case. E non lo dico io, sospirando fiumi azzurri e colline e praterie dove far correre le mie malinconie, lo scrive serioso il Sole 24 ore, precisando che qui c’è un’impresa ogni 12 abitanti, neonati compresi.

Mina Braun

Illustrazione di Mina Braun

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Sottili spicchi di supplenze 4

Il sottile spicchio di destino che mi era toccato sembrava ampliarsi, sospira Jane Eyre quando, nel grande edificio grigio e merlato di Thornfield, un luogo tutto campi e spine e placide colline, prende coscienza del suo amore per il burbero signor Rochester. Anch’io, che abito in una piccola mansarda di una decisamente meno romantica Pianura Padana e sono cosciente del mio amore per Gianpazienza da ormai un’eternità, vorrei dirvi qualcosa in stile Brontë: quest’anno ho tre sottili spicchi di insegnamento ad ampliare il mio destino di supplente.

Illustrazione di Beatrice Alemagna

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