6. Non è questo il punto


A me, tra l’altro, piaceva più il ripieno dentro la gallina della gallina. Ma non è questo il punto. Io amavo ciò che il pennuto spennato rappresentava: un rito. Lo so, sono noiosetta. E non c’entra con la festività natalizia, ché da noi Babbo Natale era quasi uno sconosciuto; riguarda le usanze familiari che sentivo preziose, che immaginavo eterne.

Eppure, dieci anni dopo quel tra noi non funzionerà, la vita insieme al tipo strano prosegue con grazia e letizia (un tipo che ora starà pensando, ne sono certa: ah sì? puoi mica presentarle anche a me, Grazia e Letizia?).

Quindi? Quindi ho dovuto, per prima cosa, riconsiderare la sacralità della gallina ripiena… E, semplicemente, accettare il mutare delle abitudini. Il rinnovarsi dei riti.

P.S. Col senno di poi, il pensiero più saggio da fare all’epoca sarebbe stato: cazzo mene della gallina, speriamo che Gianpazienza mi cucini con regolarità almeno qualche zucchina… E invece.

P.P.S. Io comunque neanche dieci anni fa dicevo cazzo mene. È che mi faceva tanto gggiovane, tanto Ghali…

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