3. Puntare tutto sulla polenta


Per via di quell’appetito apparentemente implacabile e del motto paterno non puoi dire “non mi piace” se prima non l’hai assaggiato!, ho mangiato carne di diversi tipi e mai che visualizzassi l’animale da cui era stata ricavata. Al massimo ragionavo sul suo gusto e sulla possibilità di fare il bis.

Un giorno, ho mangiato la polenta con gli uccellini, ché dalle mie parti si usa così, ma gli uccellini avevano una tale aria da uccellini che ho preferito puntare tutto sulla polenta.

Una sera, grazie al mio coinquilino francese, ho assaggiato le rane, dal rassicurante sapore di pollo, e per far piacere a mia nonna qualche volta mangiavo le lumache in umido, così terribilmente viscide. Mi piaceva la carne un po’ selvatica di coniglio e pure quella di cavallo. Il petto di pollo al latte e il panino con la salamina.

Non mi piaceva invece staccare la testa ai pesci, che avevano quegli odiosi occhietti neri immobili, e litigare con le lische.

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