Archivi mensili: Dicembre 2012


Sorridi, punticino!

Buongiorno profe, mi ha scritto Ugo. Buonasera profe, ha aggiunto dopo qualche ora. Poi mi ha mandato una faccetta triste 🙁 Eh no, Ugo sta meglio con le maxi palette che si aprono in sorriso, per cui non ho potuto non rispondergli: Ehi, niente tristezza, non sei ancora in collegio! E lui: No buon appetito se deve mangiare. Ebbene sì, Ugo la settimana scorsa (la prima lontani) mi ha augurato un sacco di cose. Cose da Ugo, cose così…
Buongiorno profe
РBuongiorno Ugo, ̬ stata brava Santa Lucia?
– È dai
Oppure.
Buongiorno profe
– Buongiorno Ugo, spero che sia andata bene a scuola e che ci sia anche lì un bel sole.
– A scuola la nuova profe è cattiva e qui non c’è sole
– Vedrai che col tempo ti piacerà! 🙂
– Seee

Anche qualche aspirante meccanico, di tanto in tanto, mi contatta. Todos bien? mi ha scritto l’altro giorno il re dei bricconi. Bene, gli ho risposto, anche se dispiaciuta per la fine di una supplenza a cui tenevo. Lui ha replicato: Che sfiga! Ecco un pregio degli h’as mekk: andare dritto al punto. Mi hanno detto – faccio io – che quest’anno siete migliorati, ma naturalmente non ci ho creduto! Lui: Ha visto, io le avevo detto che eravamo diventati bravi, hahaha! Altro pregio: non prendersi mai troppo sul serio. Conclude poi il re dei bricconi affettuosi: Vienici a trovare, manchi tanto. (altro…)


Pota la vita è ingiusta

Profe, le ha fregato il posto, quella là… Ma lei non può invadere la legge e tornare? Andiamo noi giù a Roma a dirglielo! Ma almeno verrà a trovarci, verrà a vedere la nostra recita, la partita di calcio, la partita di pallavolo, lo sci e…? Sì sì, sono tornata nel paese di Annette a dire au revoir ai nani alpini. Una borsa piena di Santa Lucia, qualche lacrima ma più sorrisi, alcune foto, tanti saluti e promesse di non dimenticarci mai. È stato bello. Con me, ora, restano disegni infiocchettati, rose di carta, biglietti di Natale, una coniglietta di ceramica. Ma soprattutto: le letterine! Per capirci qualcosa, però, bisogna dividerle in sezioni.

Affetto 4ever27
Lei è molto speciale! Ritorni! Amici per sempre! Purtroppo è durato poco ma noi le volevamo bene! Ci manchi! Ovunque lei andrà io la ricorderò sempre! Tutti non ci dimenticheremo mai di lei! Lei è stata un professoressa fantastica! La più buona e brava del mondo! Lei ci lasciava sempre con la felicità nel cuore! Per oggi ho fatto tutti compiti!

Odio l’altra
Noi non vogliamo la nuova profe… La nuova è già cattiva… E adesso fino a giugno ci ritroviamo con quella! Io non voglio la S. A., io voglio tantissimissimissimo LEI! (altro…)


Anche i punticini piangono 4

Quando a scuola firmi un contratto fino ad avente diritto, dovresti sapere che non vali una cicca, al massimo qualche punticino. Anzi, tu SEI solo un punticino dentro l’ultima graduatoria di una grande macchina. Dovresti pure sapere che se la macchina si muove, tu puoi saltare. Basta un attimo e – puff! – sparisci. Non è facile, però, lavorare pensando che domani – puff! – sarai sostituita da un altro punticino, un punticino appena più grande di te. Oppure che te ne andrai dopodomani, tra due settimane, tra tre mesi: non è dato sapere quando la grande macchina si muoverà. L’importante, comunque, è non essere un punticino ottimista, una tipo me. Una che si dice (e che si sente dire) che il suo non è che un mezzo posto vacante con un orario demente, là sui monti con Annette… Chi può portarglielo via? E invece. 26A scuola, tutto scorre come di consueto. Ugo chiede se deve fare un riassunto riassuntato e se può andare in bagno a disagitarsi, i gemelli Emme non possono mostrare i compiti perché non hanno il quaderno, non possono prendere la nota perché non hanno il diario. Tutto normale, sì. C’è pure il sole e quindi Te sai che se eravamo vampiri, eravamo già bruciati? chiede la bambina Quesito. Un ragazzino perde un dente, Elisa sorride a me e non, ahimè, a Scodella Bionda, Alice nel Paese delle Meraviglie sembra essere in classe, ma non è vero: in realtà beve il tè con la Lepre Marzolina. Qualcuno duella per leggere le definizioni sul dizionario – l’attività preferita, dopo la declamazione del proemio dell’Iliade. A ricreazione, tocca pulire naso e orecchie di due bambine: c’è stato un incidente tra bicchieri di cioccolata calda. In mensa, timpani fuori uso, una pasta da sciogliersi in bocca e bastoncini Findus. Carote ottime, ma neanche un nano che se le fili. Insomma, tutto va bene. Poi ecco che sento una voce che mi allarma, lì a scuola. (altro…)


Da New Yorchk a Lovere, dove vorrei vivere 1

 Questi i posti dove i compari di Annette vorrebbero vivere (oltre a Naturalandia, Chiaropoli e il Paese di Aigam). Innanzitutto, New Yorchk, dove ci sono molti casi di omicidi. E poi, si sa, New Yorchk è cool. Qui io dormirei in una suit, mi vestirei tutta americana e avrei i buchi alle orecchie. Farei schopping sfrenato insieme alla mia amica, sarebbe strabello, e continuerei con la mia passione di fare il veterinario di cavalli. Potrei girare tutti i musei e le vie più importanti, ma sempre in sella al mio cavallo (…al MoMA cavalcando Pegaso…) e vedrei i ragazzi che ballano steapdance (?). A New Yorchk però sono tutti grassi e mollicci perché là c’è quasi solo il Mecdonald. Peccato. Allora meglio Santo Domingo. Anzi no, qui ci sono i granchi che ti tagliano il ditone, poi deve intervenire il nonno e diventa complicato. Facciamo Miami. Miss Apparecchia c’è andata ed è stato un vero colpo di fulmine: il mare, gli scivoli acquatici, il casino di negozi, la metropolitana volante, gli hot dog così caldi che avevo la lingua più grande di un pallone da basket! Ma soprattutto, Miami la sera… Troppo bello, c’era un tramonto così romantico, avrei voluto che ci fosse anche il Giorgio D. Purtroppo il Giorgio D non è un tipo sentimentale, tanto vale spostarsi a Londra. Per guardare il Big Bang. Macché espansione dell’universo, il Big Bang è il palazzo della Regina Elisabetta. Yes! E io I ♥ love Inghilterra! Ma a pensarci bene, anche Locnes mi sembra una bella città e poi potrei vedere lo spaventoso mostro. La bambina Quesito ai mostri preferisce le alci e sceglie quindi Stoccolma, dove ci sono molti alberi da frutto, tra queste quelli delle mele. Però gli svedesi non le raccolgono e allora, quando arrivano le alci, le mangiano e però poi diventano ubriache e quindi sbattono contro gli alberi. Chi poteva immaginare che in Svezia penzolassero mele superalcoliche? Che le alci fossero solite sbronzarsi?  Che la mattina le si trovasse incastrate tra i rami, in un penoso post sbornia? Eppure… La bambina Quesito non mente. Chiedetelo ai giornali. 23 (altro…)